comune.firenze.it, 17 maggio 2026
“Il caso di Omar non è un’eccezione. Il problema non è la singola amministrazione competente, è l’assenza di un sistema di presa in carico alla scarcerazione”. “La storia di Omar - nome di fantasia, 26 anni, patologie psichiatriche certificate - è arrivata ieri ai microfoni di Novaradio e oggi sulle pagine de La Nazione ed è importante che sia ben visibile. Un magistrato di sorveglianza aveva disposto la revoca della custodia cautelare e il collocamento in una struttura sanitaria adeguata. Quello che è seguito è la fotografia di un sistema che non esiste: dimissioni da Sollicciano con copertura farmacologica limitata a pochi giorni, l’indicazione di raggiungere autonomamente il presidio sanitario di Prato, nessuna adeguata presa in carico sanitaria né sociale, nessuna soluzione per la notte.
Ringraziamo l’associazione Pantagruel - a partire dalla Presidente Fatima Ben Hijji e i volontari che ogni giorno lavorano dentro e intorno a Sollicciano - per aver reso pubblica questa vicenda e per aver fatto, ancora una volta, quello che le istituzioni non hanno fatto: cercare una soluzione concreta per una persona reale, in carne e ossa, lasciata sola.
Il caso specifico riguarda una competenza territoriale che non è di Firenze. Ma il problema che mette in luce non conosce confini comunali. Non esiste un protocollo operativo che coordini, in modo sistematico, il passaggio dalla detenzione alla libertà per le persone con fragilità psichiatrica: tra Tribunale di Sorveglianza, Uepe, Asl territoriale e servizi sociali. Non è una mancanza di risorse umane - è una mancanza di architettura istituzionale. E in assenza di architettura, a tenere insieme i pezzi restano i volontari.
È una vicenda che riguarda tutto il sistema istituzionale. Occorre pretendere, chiedendo anche alla Regione Toscana e al Ministero della Giustizia, un protocollo vincolante per la presa in carico sanitaria, sociale e alloggiativa delle persone con patologie psichiatriche al momento della scarcerazione. Gestire ogni caso come un’emergenza non è una risposta: è la garanzia che l’emergenza si ripeterà”.











