di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 giugno 2024
“Nei programmi presentati dai vari candidati a sindaco e nelle intenzioni propagandate dai vari partiti politici a loro sostegno, non si è mai fatta vera menzione di Sollicciano. Eppure qui, ogni giorno, come più volte i mezzi di informazione hanno rilevato, si consuma una “morte per pena”, generata da condizioni di detenzione al limite dell’indescrivibile”. Sono le parole di don Vincenzo Russo, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale in carcere ed ex cappellano del penitenziario fiorentino. Secondo don Russo “è difficile accettare che, nel momento in cui ci si presenta quali possibili nuovi amministratori della città di Firenze, non si riservi alcuno spazio né parola per il carcere, parte integrante della stessa città. Nessuno conosce quali siano gli impegni che i vari partiti politici intendano assumere nei confronti di Sollicciano o quali progetti intendano mettere in campo per porre fine alla sua disastrosa situazione in cui lì vivono le persone detenute. È ovvio che si cerchi di evitare con cura ciò che non attira consenso, ciò che non interessa ai più; ma questa cosa è ingiusta e inaccettabile”.










