sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 25 febbraio 2025

“Altro diritto” contesta il requisito della cittadinanza italiana e diffida Palazzo Vecchio. “Il bando per il garante dei detenuti è discriminatorio: prevede solo candidati italiani”. Con questa motivazione l’associazione “Altro diritto” ha presentato una diffida al Comune di Firenze sull’elezione del prossimo garante dei detenuti. Ecco il passaggio sotto accusa: “Alla carica di Garante per i diritti delle persone private della libertà personale è preposto un/a cittadino/a italiano/a con comprovata competenza nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, oppure nel campo delle attività socio-sanitarie negli Istituti di prevenzione e pena e nei Servizi sociali, oltre che con esperienze acquisite nella tutela dei diritti”. Secondo Altro diritto questo requisito “si pone come discriminatorio nella parte in cui non consente la possibilità di partecipare a tale avviso anche ai cittadini europei, nonché di Paesi terzi che godono del diritto della parità di trattamento”. L’associazione invita Palazzo Vecchio a modificare il regolamento, riaprendo così il bando per il successore di Eros Cruccolini. Ad accorgersi della discriminazione è stata proprio una volontaria di “Altro diritto”, un’avvocatessa di origini brasiliane che voleva candidarsi alla carica di Garante, Maria Luisa Caixa, sposata con un cittadino italiano e madre di figlio italiano.

Oltre a lei, sono almeno altri tre i candidati. Tra i favoriti c’è Massimo Lensi, dell’associazione Progetto Firenze, che negli ultimi anni si è occupato molto di carcere. Lensi, attivista e scrittore, è noto per il suo impegno sui temi dei diritti umani e del sistema penitenziario. C’è poi don Vincenzo Russo, ex cappellano di Sollicciano e attuale responsabile area carcere per la diocesi di Firenze, che ha ottenuto il via libera alla candidatura anche dall’arcivescovo Gambelli. Don Russo, presidente della Madonnina del Grappa, è impegnato da anni nella lotta per i diritti umani all’interno del carcere, con particolare attenzione ai reclusi di Sollicciano. Tra i candidati anche Katia Poneti, attualmente impegnata all’interno dell’ufficio del garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani. Anche lei esperta di carcere, attiva nel campo dei diritti umani e della salute mentale.