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Ristretti Orizzonti, 22 settembre 2024

Si parte dalle lettere di Guido Calogero, rinchiuso dal fascismo. Nel progetto della Fondazione Scabia “Sentiero del Teatro. Accanto alla follia” - realizzato in collaborazione con il M.A.D. all’interno delle iniziative di Estate fiorentina 2024 - giovedì 26 settembre alle ore 20.30 Claudio Ascoli dei Chille de la balanza presenta Lettere del filosofo Guido Calogero dal carcere duro delle Murate (febbraio - giugno 1942). L’evento è al M.A.D. (Murate Art District Piazza delle Murate), con ingresso libero e prenotazione vivamente consigliata, telefonando allo 055/2476873.

Ascoli parte da un momento privato di Calogero, figura di spicco dagli anni del fascismo fino alla sua scomparsa nel 1986. Allievo di Gentile da cui ben presto si allontana, Calogero firma nel 1931 la fedeltà al fascismo, come Einaudi, Calamandrei che considera l’insegnamento “il suo posto di combattimento”. Calogero ha l’obiettivo dichiarato di insegnare ai giovani l’importanza della libertà e la necessità della democrazia nel dialogo: suo è il Manifesto del liberalsocialismo (1940).

Di lì a poco viene arrestato e portato alle Murate nel febbraio del 1942! È amatissimo dai suoi studenti universitari a Pisa, Firenze e Roma: sono suoi allievi prediletti, tra gli altri, Norberto Bobbio, Carlo Azeglio Ciampi e Luciano Bianciardi. Impossibile sintetizzare un’attività come quella di Calogero che attraversa molti decenni: basti qui ricordare che fu tra i fondatori del Partito d’Azione e molti decenni dopo del Partito radicale, e ancora direttore dell’Istituto italiano di Cultura a Londra, membro dell’Accademia dei Lincei, oltre che naturalmente docente universitario.

Come sempre, Ascoli si muove in assoluta libertà, proponendo un percorso che dagli anni quaranta torna indietro fino alla nascita di NON MOLLARE per poi arrivare ai nostri giorni. Si interroga e interroga in primo luogo sul carcere, allora ed oggi, e sul “che fare”. Lo fa in compagnia di persone che hanno vissuto, partecipato alla storia recente di Firenze e delle Murate, con una speciale attenzione alla rivolta - prima carceraria e poi popolare - del 24 febbraio 1974, oggi quasi del tutto rimossa.

Un particolare ringraziamento va quindi alla persone che accompagnano Ascoli in quest’avventura: da Valdo Spini (Fondazione Circolo Rosselli) a Chiara Riondino (allora nel Collettivo Victor Jara, che scrisse una canzone sulla rivolta del ‘74 e sull’uccisione del giovane carcerato Giancarlo Del Padrone); e ancora da Giuliana Occupati e Valentino Fraticelli (Cantiere della memoria) a Corrado Marcetti (Fondazione Michelucci), senza dimenticare Massimo Agus che fotografò alcuni degli eventi di quegli anni.

L’attualità del pensiero di Calogero emerge nelle delicate lettere che invia alla moglie dal carcere fiorentino - oggi quasi introvabili e per le quali Ascoli è debitore verso la studiosa Cristina Farnetti che ne ha curato l’edizione nel 1996 ne “La Cultura” - e ancor più in quella sorta di pamphlet per le giovani generazioni che è “L’Abbiccì della democrazia” (scritto nel 1944 e pubblicato nel 1946), di cui riportiamo l’intrigante incipit Parlare e ascoltare: “È stato detto che la democrazia è il sistema di contare le teste invece di romperle. Vediamo che cosa implica questa definizione dall’aspetto bizzarro.”