di Stefano Brogioni
La Nazione, 17 aprile 2023
“Nessuno tocchi Caino” denuncia: “In 40 per un mese in permesso pagato”. Quaranta agenti della Polizia penitenziaria di Sollicciano, il dieci per cento del totale, si trovano da qualche giorno in permesso retribuito della durata di un mese perché sono candidati alle prossime elezioni amministrative di maggio in vari Comuni italiani.
Il benefit, previsto dalla legge, riguarda tutti gli appartenenti alle forze di polizia. Ma Rita Bernardini, la presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, che venerdì scorso ha fatto una visita nel penitenziario fiorentino, è rimasta stupita dalla numerosità del dato e dall’alta incidenza sul totale della forza lavoro. Tanto da suggerire un’interrogazione in Parlamento che ha l’obiettivo di rivedere quello che considera “un privilegio rispetto ad altri dipendenti pubblici”.
“Queste assenze - prosegue Bernardini - creano problemi agli agenti che rimangono in servizio, costringendoli a turni massacranti, e si ripercuotono sulla vita detentiva, ad esempio sulle visite di controllo esterne per i detenuti. Questa situazione si presenta laddove la carenza di organico è già preoccupante, con immissioni di nuovi agenti che non coprono mai i pensionamenti”.
Il sopralluogo di “Nessuno tocchi Caino”, che ha interessato altri istituti di pena italiani, è stata l’occasione anche per fare il punto sulle condizioni di vita carceraria in una struttura che, com’è noto, non brilla. A Sollicciano ci sono 461 detenuti, di cui 49 donne nel reparto femminile. In questo momento ci sono tre sezioni interessate da lavori di ammodernamento e di efficientamento energetico e dunque chiuse. Questo intervento ha portato a dei trasferimenti di detenuti in altri penitenziari. Durante la visita, Bernardini ha appreso di un caso di scabbia e di un detenuto che si trova “ricoverato” in isolamento per una sbornia causata da un alcolico artigianale fatto in cella con la fermentazione di mele o pere e il pane usato come lievito. Attualmente, 180 detenuti sono in carico al Serd.
Nel 2022, nel carcere fiorentino si sono registrati quattro suicidi (tre sono stati trovati morti nella struttura, uno è morto all’ospedale per le conseguenze delle ferite infertesi) e uno in questi primi mesi del 2023. Si registrano carenze di organiche anche nei reparti educativi: gli educatori sono otto, anche se ne sarebbero previsti undici, e c’è un solo mediatore culturale, a fronte della maggioranza di detenuti stranieri (su 461 persone, 171 sono italiane).
La presidente di “Nessuno tocchi Caino” ha visitato anche il reparto femminile. In questo momento l’asilo nido è chiuso perché non ci sono detenute che hanno con sé figli. Per i lavori, è chiusa anche una parte del giardino e questo ha provocato il trasferimento temporaneo di tre asinelli che vi abitavano. Era una detenuta a prendersi cura di loro e per questo, la donna non vede loro che ritornino.










