sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 16 luglio 2025

La denuncia di Antigone: “Infermieri barricati, educatori scomparsi. È una pentola a pressione”. “I detenuti del reparto di salute mentale del carcere di Sollicciano sono totalmente abbandonati a loro stessi”. È quanto denuncia l’associazione Antigone alla luce delle numerose testimonianze raccolte dal personale medico all’interno dell’Atsm, il reparto di Articolazione Trattamento Salute Mentale, dove finiscono pazienti-detenuti con criticità psichiatriche molto gravi.

L’area del carcere è destinata ad accogliere nove persone, ma al momento (date anche le condizioni di degrado) ne ospita soltanto sei. Ebbene, dopo i recenti fatti di violenza ai danni principalmente della struttura, sia gli educatori che il personale medico sono di fatto scomparsi. Nello specifico, come hanno spiegato da Antigone, i due educatori che operavano nell’area hanno smesso di venire in servizio all’indomani di un incendio provocato da un paziente-detenuto che si è sviluppato venerdì. Inoltre, il personale medico (infermieri e Oss) resta “barricato” all’interno dell’infermeria proprio a causa dell’insicurezza che si respira nel reparto. L’unica cosa che viene garantita resta la terapia psicofarmacologica per ciascun detenuto. Fatto sta, hanno ripetuto dall’associazione, che “i pazienti sono abbandonati, non svolgono le attività ricreative che dovrebbero essere previste, e le loro condizioni peggiorano giorno dopo giorno”.

Gli unici ad occuparsi dei reclusi restano pertanto gli agenti penitenziari, che però non vanno oltre al servizio di sicurezza e non hanno le competenze necessarie per svolgere le attività rieducative e di reinserimento sociale. “Il reparto Atsm è una pentola a pressione che rischia di scoppiare” ha sottolineato Enrico Vincenzini dell’associazione Antigone. Una situazione che permane in questo stato da diverso tempo. Da almeno un paio di mesi, infermieri e Oss non escono dalla loro stanza, mentre da almeno un paio di settimane sono spariti anche gli educatori. In tutto questo, la situazione si rende ancor più complicata a causa dello stato di degrado in cui versa questa area del penitenziario fiorentino, con acqua che gocciola dai soffitti, caldo estremo, muri e oggetti spaccati.

Complessivamente a Sollicciano sono circa 140 i detenuti in carico al servizio di salute mentale. “Esiste un rapporto difficile tra la salute mentale e il carcere - ha concluso Vincenzini - dove sono tanti i detenuti-pazienti che necessiterebbero di percorsi di cura alternativi a quello del carcere, spesso non adatti e controproducenti, visto anche lo stato di degrado strutturale del penitenziario di Sollicciano”.