di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 2 luglio 2024
Il carcere di Sollicciano ha un nuovo cappellano. Si chiama Stefano Casamassima, 59 anni, originario di Bari, parroco di San Pancrazio, un passato nel mondo della disabilità e per sei anni cappellano nel carcere di Pistoia. Entrerà in carica soltanto da settembre e nel frattempo, per oltre due mesi, i detenuti rimarranno senza sostegno spirituale da parte del sacerdote incaricato dalla Curia (a causa dei tempi burocratici del ministero della Giustizia), anche se a Sollicciano ci saranno alcuni sacerdoti volontari che potranno fare messa ai reclusi.
Proprio in questi giorni, Casamassima si trova a Roma per il convegno nazionale organizzato dal ministero e riservato ai nuovi cappellani delle carceri italiane. “Sono contentissimo di questo incarico che mi ha conferito l’arcivescovo di Firenze Gambelli, è un grande segno di fiducia nei miei confronti. Mi sento onorato di incontrare persone sofferenti e fragili e allo stesso tempo essere al loro servizio”.
Ancora Casamassima preferisce non parlare delle criticità di Sollicciano, un luogo che ha visitato soltanto anni fa quando veniva a trovare alcuni detenuti che venivano trasferiti da Pistoia. “È un posto che ancora non conosco approfonditamente e riuscirò a parlarne meglio dopo il primo anno di attività. Entrerò a Sollicciano il 2 settembre e cercherò di avere sempre al centro la dignità delle persone dietro le sbarre”.
Il religioso ricorda quei momenti nel penitenziario di Pistoia che lo hanno segnato: “A volte mi trattenevo in carcere fino a tardi, la sera vedevo quelle porte blindate che si chiudevano, istanti in cui il detenuto e gli agenti abbassano lo sguardo, è qualcosa di orribile il fatto che non riescono a guardarsi in faccia perché loro sono fratelli, entrambi esseri umani, è sempre bene ricordare che in questo contesto ci sono persone che hanno una dignità infinita, sia i detenuti che gli agenti, la priorità per me è quindi incontrare queste persone e tenere presente la loro storia, ascoltarle come ci ha insegnato Gesù, per annunciare loro una speranza, un riscatto sociale, una crescita”.
Cresciuto in Puglia, Casamassima (all’anagrafe Vito Leonardo) è arrivato ventenne in Toscana. “Tutto è nato grazie all’incontro con un frate toscano che ogni sei mesi veniva a predicare vicino Bari, dove abitavo io - ha raccontato in un’intervista al Gazzettino del Chianti - È stato un incontro illuminante e con lui ho capito chiaramente dove volessi andare. Mi sono informato su come poter diventare frate e poco dopo mi sono ritrovato sul treno per la Toscana insieme a lui. Il ricordo più bello di quel viaggio sono state le ginestre in fiore che ho visto dal finestrino; non ne avevo mai viste e mi sono sembrate bellissime”.
Sin da piccolo, aveva il sogno di diventare sacerdote missionario, come aveva scritto in un tema alle scuole medie, un desiderio per cui veniva talvolta preso in giro dai suoi compagni. Casamassima prenderà dunque il posto di Gherardo Gambelli, diventato arcivescovo, che a sua volta era succeduto allo storico cappellano don Vincenzo Russo. Ma Sollicciano dovrà attendere.











