di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 maggio 2026
La relazione sull’istituto Meucci dopo la visita del Gruppo Focault: “Si dorme anche a terra”. Ventiquattro giovani detenuti a fronte di una capienza regolamentare di diciassette posti, con un tasso di sovraffollamento pari al 141%. È questo uno degli elementi più critici dell’istituto penale minorile Meucci emerso durante la visita dello scorso 27 aprile del Gruppo Focault, collettivo aperto nato da Sinistra Progetto Comune con l’associazione Progetto Firenze. “Per far fronte al sovraffollamento - si legge nella relazione fatta dopo la visita - Vengono adottate soluzioni emergenziali, come l’aggiunta di materassi a terra o l’utilizzo di spazi non originariamente destinati alla detenzione ordinaria”.
E pensare che il Meucci è una delle carceri minorili italiane in condizioni più dignitose. Ma da quando il Governo ha varato il decreto Caivano, questi luoghi sono diventati affollatissimi e di conseguenza la loro funzione rieducativa rischia di venire meno.
Altra criticità la scarsa qualità del vitto, fornito da una ditta esterna: “Il cibo arriva già preparato e viene distribuito all’interno della struttura senza possibilità di intervento o miglioramento sul posto. Si tratta di una criticità che incide direttamente sulla quotidianità dei minori, contribuendo a una percezione di trascuratezza e standardizzazione del trattamento”.
Un ulteriore aspetto riguarda la presenza significativa di minori stranieri non accompagnati. Ragazzi privi di riferimenti familiari sul territorio, titolari di diritti specifici sanciti dalla normativa italiana, tra cui l’accoglienza e la tutela legale. La loro permanenza in cella mette in luce “la necessità di rafforzare il raccordo con i servizi territoriali pubblici, in particolare quelli comunali, affinché si sviluppino percorsi di presa in carico più solidi e orientati all’inclusione sociale, superando una gestione basata prevalentemente sull’affidamento ad associazioni”. Nel corso della visita è emersa anche una forte preoccupazione rispetto alla tutela della salute mentale: “La direzione ha sottolineato la necessità di potenziare le strutture esterne, in particolare attraverso comunità educative rafforzate con supporto psicologico”, strumenti considerati fondamentali per prevenire recidive e ricadute, accompagnando i minori in percorsi di reinserimento, spesso non facile proprio a causa delle fragilità mentali.
Questo quadro, secondo il Gruppo Focault, si inserisce in un contesto normativo sempre più repressivo: “Le recenti innovazioni legislative, caratterizzate da un inasprimento delle pene e da un ampliamento delle ipotesi di custodia, stanno contribuendo a un aumento delle presenze negli istituti minorili. Una tendenza che rischia di accentuare il carattere carcerocentrico del sistema, senza un parallelo investimento nelle strutture alternative e nei percorsi educativi”. Infine, tra le problematiche più evidenti, la quasi totale assenza di libri per la lettura: “Quei pochi che ci sono - è stato spiegato - sono in un armadio chiuso”.











