sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Niccolò Gramigni

La Nazione, 5 novembre 2026

Il report del Comitato del Consiglio europeo include la struttura fiorentina. “Il carcere di Firenze Sollicciano non è idoneo allo scopo”, indica il Comitato anti tortura del Consiglio d’Europa, che lo ha visitato l’anno scorso a settembre. Nel rapporto sulla visita, che ha interessato anche altre 4 prigioni italiane, il Cpt afferma “che le carenze strutturali e la mancanza di interventi di ristrutturazione efficaci nel corso degli anni richiedono una seria riflessione sulla sostenibilità del suo mantenimento in funzione”, e chiede pertanto che “il Commissario speciale per il patrimonio penitenziario elabori un’analisi costi-benefici relativa alla situazione di questo carcere e alla sua sostenibilità futura”.

Il rapporto Cpt - Nel rapporto il Cpt afferma che “la situazione nel carcere di Sollicciano a Firenze è particolarmente grave, con carenze strutturali estremamente gravi e continue difficoltà di manutenzione dovute alle costanti infiltrazioni d’acqua, che causano alti livelli di umidità e la conseguente formazione di muffa sulle pareti, il distacco dei soffitti e lo sgretolamento dell’intonaco”, nonostante gli sforzi profusi dalle autorità. Roma, nella sua risposta al rapporto, dice che il carcere “ha subito e continua a subire diversi interventi di miglioramento strutturale, sotto la responsabilità sia del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sia dell’Amministrazione penitenziaria”, e che quest’ultima “ha avviato lavori di manutenzione ordinaria, che si aggiungono agli interventi di manutenzione straordinaria già in corso, il cui completamento è previsto entro il 2030”.

Le parole di Parissi - Il garante dei detenuti di Firenze Giancalo Parissi ha affermato che sul tavolo inter-direzionale sul carcere di Sollicciano “io non capisco l’operatività”. “La modalità di conduzione dell’ultimo tavolo da parte del Comune non l’ho molto capita - spiega Parissi -. Ci vediamo tre volte l’anno. Io ci vedo molta facciata e propaganda. Inoltre all’ultimo tavolo la direttrice è stata dieci minuti per cortesia, poi si è alzata perché aveva da fare. Io mi aspetto un’apertura al dialogo, un’apertura alla chiarezza: siamo ripiombati nel buio più totale da diversi punti di vista, speravo che l’amministrazione comunale potesse dar mano a squarciare questo buio e invece mi sembra che ci siamo assuefatti allo status quo”.