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di Jacopo Storni


Corriere Fiorentino, 31 dicembre 2019

 

L'assessore Funaro e l'appello del direttore per i figli delle madri detenute: pronto un progetto. Basta bambini in carcere. Palazzo Vecchio raccoglie l'appello al Corriere Fiorentino del direttore di Sollicciano che chiede aiuto per aiutare i figli delle madri detenute, a frequentare l'asilo o strutture fuori dal carcere. "È una priorità assoluta - sottolinea l'assessora Funaro - Ho già contattato il direttore del carcere e l'associazione Telefono Azzurro".

Basta bambini in carcere. Palazzo Vecchio raccoglie l'appello al Corriere Fiorentino del direttore di Sollicciano che chiede aiuto per aiutare i figli delle madri detenute, a frequentare l'asilo o strutture ludiche fuori dal carcere. E così entro gennaio, spiega l'assessore all'istruzione Sara Funaro, "lavoreremo su un progetto per permettere di accompagnare all'esterno i bambini costretti a vivere nel penitenziario fiorentino".

"È una priorità assoluta - ha detto Funaro - che tutti i bambini, senza alcuna differenza, possano avere accesso a spazi educativi e ricreativi esterni a quelli del carcere. I bambini di Sollicciano devono avere gli stessi diritti di quelli fuori". In quest'ottica, ha aggiunto l'assessore, "ho già contattato il direttore del carcere e l'associazione Telefono Azzurro (che da anni gestisce i progetti educativi nel carcere), ci incontreremo a gennaio per capire come concretizzare le uscite da Sollicciano".

Sulla possibilità di frequentare l'asilo nido, dipende innanzitutto dalla permanenza delle madri in carcere, che solitamente stanno a Sollicciano soltanto pochi mesi (è il caso delle attuali quattro detenute). Se però la loro permanenza supererà i sei/sette mesi, è stato spiegato da Palazzo Vecchio, è ipotizzabile un inserimento dei bimbi all'asilo. Certo non sarà semplice, perché i bambini iscritti all'asilo hanno bisogno di tempo per ambientarsi.

Quello che invece è fattibile con più facilità, anche per gli attuali bambini presenti a Sollicciano, sono le uscite in ludoteca: "Nella zona intorno a Sollicciano - ha detto l'assessore Funaro - ci sono diverse ludoteche, spazi ricreativi ed educativi dove i bambini, grazie alla presenza di educatori professionisti, possono divertirsi imparando. Laddove le madri acconsentiranno all'uscita dal carcere del proprio figlio, dovremo riuscire a portare i bambini in questi spazi attraverso un progetto organizzato insieme a direzione di

Sollicciano e Telefono Azzurro". Andranno trovati gli accompagnatori adeguati e potrebbe rivelarsi utile l'aiuto del volontariato. Un problema, quello dei bambini in carcere, che esiste in molti penitenziari italiani, motivo per cui sono nati i cosiddetti Icam, istituti a custodia attenuata dove le detenute madri scontano la pena. A Firenze l'Icam non c'è. Esiste un accordo per realizzarlo nella palazzina di Rifredi messa a disposizione gratuitamente dalla Madonnina del Grappa. L'accordo risale a dieci anni fa ed è stato firmato da Società della Salute (che gestisce l'immobile), Ministero della Giustizia, Tribunale di Sorveglianza, Istituto degli Innocenti e Regione Toscana, che stanziò oltre 500mila euro per i lavori edilizi. I lavori però, a causa di intoppi burocratici, non sono ancora partiti.