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La Nazione, 17 giugno 2026

L’amministrazione penitenziaria prepara l’intervento “Aggiudicato il progetto per la riqualificazione”. Lo scorso gennaio la corte d’Appello di Firenze parlò della necessità di eseguire “lavori radicali al carcere o chiuderlo”. “Preso atto delle complesse e urgenti condizioni strutturali dell’istituto penitenziario, il Dap ha risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi - scrive in una nota il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria -. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025”. Ribatte così il ministero della Giustizia, nelle vesti del Dap, alla notizia del sequestro preventivo delle sette sezioni dell’autorità giudiziaria fiorentina.

E nel dettaglio spiega: “Nell’ambito di questa procedura in atto, il 15 maggio scorso si è proceduto all’aggiudicazione della progettazione dei lavori per la completa riqualificazione della casa circondariale e, allo stesso tempo, per velocizzare i lavori, si sta valutando di anticiparne parte di essi, stralciando alcuni interventi prioritari dalla progettazione complessiva”. La questione lavori è una ferita sempre aperta per il penitenziario fiorentino. La manutenzione straordinaria delle facciate era stata bloccata nel 2023 a seguito di problematiche nella progettazione esecutiva, e nel corso degli anni - da entrambe le parti della politica - sono stati fatti numerosi annunci di maxi investimenti, successiovamente mai realizzati.

In virtù di questi lavori programmati - si legge ancora nella nota del Dap - “si è previsto un trasferimento di detenuti con destinazione in altri istituti penitenziari, dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione, che consentono, ad oggi, di ospitare nuovi ingressi. Si darà perciò corso - conclude - ai lavori necessari nei reparti oggetto di sequestro e al trasferimento dei detenuti che oggi li ospitano secondo quanto già previsto”. Le condizioni del carcere di Sollicciano sono al centro di polemiche e vicende giudiziarie da anni. Lo scorso gennaio la corte d’Appello di Firenze parlò della necessità di eseguire “lavori radicali al carcere o chiuderlo”, affermando che i “detenuti erano in condizioni contrarie al principio di umanità”. Ma c’erano state anche polemiche interne: contrasti dentro l’amministrazione penitenziaria costarono sanzioni del Dap alla direttrice Antonella Tuoni, la quale subì ispezioni nel 2024. Le sanzioni furono annullate dal Tar che ha poi condannato il ministero della Giustizia a risarcire Tuoni.