di Valentina Marotta e Jacopo Storni
Corriere della Sera, 19 giugno 2026
Tensioni alla Dogaia di Prato per il trasferimento dei primi detenuti: “Non ci sono posti”. Sollicciano sarà ridotto nel numero dei detenuti o addirittura chiuso. Lo dice il ministro della giustizia Carlo Nordio, dopo il sequestro di sette sezioni da parte della procura. Una decisione, spiega il ministro, che potrebbe essere impugnata per un eventuale ricorso. “Ci rendiamo conto - dice Nordio - che è una situazione sedimentata non negli anni ma nei decenni. Sicuramente il piano carceri, che sta andando avanti con numeri importanti, vedrà per prima questa struttura essere in un certo senso ridotta o addirittura svuotata appena avremo i posti disponibili, probabilmente entro la fine dell’anno”.
Parole di buon auspicio, almeno sulla carta, secondo la sindaca Sara Funaro: “Al ministro Nordio avevo scritto, c’erano state interlocuzioni tramite mail, mi auguro che questa prospettiva possa essere davvero da realizzare per fare in modo da arrivare a uno svuotamento del carcere e poi poter ragionare sul futuro. Noi ci siamo per confrontarsi per il bene della nostra città, per il bene di chi lavora, delle persone che sono detenute perché una detenzione dignitosa è quella che può portare a percorsi di reinserimento. Una detenzione in uno stato così degradato come questo non porta altro che a un aumento della recidiva”.
Funaro dice di aver trovato “surreali alcune polemiche che ho letto da parte dei consiglieri di opposizione che chiedono alla sindaca di intervenire invece che al governo. Ai consiglieri di opposizione, visto che fanno parte della maggioranza di governo, dico di andare a bussare al governo e chiedere un intervento”. Intanto, da qui al 25 giugno, sono in corso i trasferimenti dei primi 66 (su 230) reclusi da Sollicciano verso altre carceri della Toscana. Al carcere di Prato non ci sono celle libere, eppure nelle prossime ore arriveranno diciassette persone. E così, il rischio è che parte del problema del sovraffollamento si sposti da un penitenziario all’altro.
La Dogaia di Prato, tra l’altro, è forse l’istituto messo peggio in Toscana: attualmente ospita 610 reclusi, ma la capienza regolamentare è di circa 500. “Non ci sono celle libere - conferma Ivan Bindo, segretario Uil Pa - dunque le nuove persone che arriveranno andranno sicuramente nelle celle dove sono presenti altri detenuti. Non sarà pertanto garantita, in molti spazi, la possibilità, prevista dalla legge, di avere la soglia minima di tre metri quadrati a testa”.
Secondo la giurisprudenza italiana ed europea, infatti, se lo spazio scende sotto questa soglia si presume una violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti stabilito dall’articolo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ecco perché, continua Bindo, “è lecito aspettarsi che alcuni reclusi facciano ricorso e otterranno così uno sconto di pena”. Le cose non vanno meglio al carcere di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, dove arriveranno 11 reclusi e dove al momento sono presenti quasi 200 detenuti su una capienza di circa 130. Gli altri spostamenti prevedono 10 persone a Pisa e numeri più contenuti al Gozzini di Firenze, Massa, Massa Marittima, Pistoia, Siena. Fra le questioni più delicate riguardo ai trasferimenti, c’è la lontananza con le famiglie dei detenuti. Sono decine, secondo l’associazione Pantagruel, quelli che hanno parenti o amici nel territorio fiorentino e la loro dislocazione renderà certamente più complicate le visite.










