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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 7 luglio 2026

La denuncia di una madre del ragazzo finito in carcere dopo un’aggressione a lei: “Ho dovuto denunciarlo ma non pensavo finisse in cella”. Il garante: “Va trasferito in una struttura psichiatrica”. “Liberate mio figlio, non può stare a Sollicciano in quelle condizioni”. C’è una madre che non si dà tregua. “È da solo in cella. Ho paura che possa farsi del male, ha già tentato il suicidio quando era fuori. Rischia di farlo di nuovo”. È la mamma di L., detenuto fiorentino di 20 anni, con una invalidità dell’80% per problemi psichiatrici. Dopo un’infanzia molto difficile segnata da un padre problematico, il ragazzo ha vissuto per diversi anni in una struttura per giovani con fragilità psichiatrica. Lì il percorso è finito, ma le sue criticità no.

Nei giorni scorsi, in uno dei suoi sbalzi d’umore, ha aggredito la madre che, per proteggere sé stessa e suo figlio, ha deciso di sporgere denuncia: “Non sapevo cos’altro fare - racconta la signora - Denunciarlo è stata un’estrema soluzione a una situazione drammatica”. Non pensava che il ragazzo potesse finire in cella. “Insieme al nostro avvocato abbiamo chiesto gli arresti domiciliari, ma non sono stati concessi e quindi è rimasto in carcere”. 

La signora racconta di condizioni di vita durissime: “Non c’è bisogno di aggiungere altro sulle condizioni di degrado di Sollicciano che ormai sono note a tutti”. Ma ad aggravare la situazione, racconta la signora, c’è che “nei giorni scorsi mio figlio è stato picchiato da un altro detenuto, ha la mandibola rotta e non riesce a mangiare, mi ha detto che non mangia da tre giorni, non so come possa vivere un giorno di più in quell’inferno”. Il ragazzo si trova in una cella da solo all’interno della sezione destinata ai reclusi con disagi psichiatrici, la stessa a cui nei giorni scorsi è stato impedito l’accesso all’assessora regionale a sanità e sociale Monia Monni. “È in una cella sporca con il materasso logoro” ha riferito la madre. I familiari chiedono il trasferimento urgente in una struttura psichiatrica.

“Un ragazzo come lui, con una invalidità come la sua, non è compatibile con un regime carcerario, figuriamoci poi se il carcere è quello di Sollicciano - dice il garante fiorentino dei detenuti Giancarlo Parissi - Ha sofferto molto nell’infanzia e nell’adolescenza, dev’essere trasferito in una struttura adeguata”. Nel frattempo, dopo il sequestro di sette sezioni a Sollicciano, proseguono i trasferimenti dei detenuti verso altri istituti, con una circolare del provveditorato che, al fine di consentire l’accoglienza di tutti, parla di sistemare “brande materassi per terra”, con comprensibili polemiche al seguito.

Venerdì scorso ha visitato il penitenziario il Gruppo Focault, che ha rilevato “un sovraffollamento oltre il 150%, degrado nelle sezioni maschili, formazione quasi assente”. Il Gruppo spiega che al momento della visita erano presenti 515 persone detenute, 423 al maschile e 92 al femminile, a fronte di una capienza fortemente ridotta per l’inagibilità di alcune celle e il sequestro di altre. Tra le recluse anche una donna al quinto mese di gravidanza. Nel corso della visita “ci è stata consegnata una busta di cimici raccolte in una cella: ci è sembrato importante che potessero arrivare, in sicurezza, dentro Palazzo Vecchio”.