firenzedintorni.it, 8 luglio 2026
Il giovane, invalido civile al 75%, ha trascorso tredici mesi nel carcere fiorentino. Tra muffa, freddo, cibo insufficiente e problemi di salute, oggi denuncia le condizioni dell’istituto. Giorgio, 25 anni, invalido civile al 75%, ha trascorso oltre tredici mesi nel carcere di Sollicciano per una condanna definitiva a un anno, quattro mesi e dieci giorni. Oggi, tornato a vivere con i genitori a Sesto Fiorentino, racconta la sua esperienza per denunciare le condizioni del penitenziario, sostenendo che la struttura andrebbe demolita e ricostruita. Il giovane ricorda di aver trascorso i primi mesi nella sezione accoglienza, oggi sequestrata, dove avrebbe contratto una bronchite a causa della muffa. Successivamente è stato trasferito in una cella condivisa con un altro detenuto: “Non c’era mai acqua calda, i termosifoni erano sempre freddi e d’estate il caldo era insopportabile”. Mostra inoltre segni sulla pelle che attribuisce alle condizioni igieniche del carcere, dove altri detenuti avevano denunciato la presenza di cimici e casi di scabbia.
Fondamentale, durante la detenzione, è stato il sostegno della famiglia, che gli portava alimenti durante i colloqui perché, racconta, il vitto fornito dal carcere era insufficiente e di scarsa qualità. Giorgio è stato scarcerato con tre mesi di anticipo grazie alla liberazione anticipata prevista per la buona condotta. Secondo il suo legale, l’avvocata Elisabetta Reniera, il giovane non avrebbe mai dovuto entrare in carcere, anche alla luce delle sue condizioni personali e di salute. La sua vicenda riaccende così il dibattito sull’utilizzo della detenzione per persone fragili e sul sovraffollamento di Sollicciano, dove, secondo i critici, finiscono anche detenuti che potrebbero accedere a misure alternative. Lo scrive la Nazione.










