di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 5 marzo 2026
Amato (Pd): 583 reclusi ma i posti sono 361, in sei dentro celle che sarebbero per quattro. Muffa, umidità, infiltrazioni, sovraffollamento, celle da 4 persone che ne ospitano 6, reparti inagibili. Sono sempre più che critiche le condizioni del carcere di Sollicciano in base a quanto raccontato dalla commissione politiche sociali del Comune di Firenze, che ieri mattina ha fatto un sopralluogo. “A causa dei lavori in corso in alcune sezioni, oggi sono disponibili 361 posti a fronte di 583 detenuti” ha spiegato il presidente della commissione Edoardo Amato (Pd). Inoltre, “a Sollicciano arrivano persone detenute non solo dall’area fiorentina ma da tutta la Toscana e, in alcuni casi, anche da altre parti d’Italia. Oggi non ha più la capacità strutturale per ospitare l’attuale numero di detenuti”.
Questa situazione persiste nonostante l’impegno della direzione del carcere, che con i pochi mezzi disponibili sta cercando di affrontare le criticità più evidenti, come le migliorie fatte nella sezione 4. Secondo la commissione serve però “un piano straordinario di interventi che preveda il rifacimento delle parti più critiche e una riqualificazione complessiva dell’istituto”. Se questo piano non verrà avviato con tempi certi, “la situazione non potrà che evolvere verso una eventuale chiusura dell’istituto penitenziario” ha aggiunto Amato, secondo cui “è necessario costruire una visione più ampia sul futuro del carcere cittadino”. Al sopralluogo anche Marco Semplici, consigliere comunale del gruppo Sara Funaro Sindaca: “A Sollicciano non abbiamo visto solo mura ammalorate, abbiamo sentito un grido d’aiuto che non può più restare inascoltato. La struttura è sempre più palesemente inadeguata. Non bastano più interventi-cerotto, serve una ristrutturazione complessiva. È una questione di dignità: per chi ci lavora ogni giorno e per chi vi è detenuto. Il Governo continua a voltarsi dall’altra parte, ignorando problemi enormi”.
Il consigliere di Sinistra progetto comune Dimitrij Palagi chiede l’intervento della sindaca: “Abbiamo visitato le sezioni 7 e 8 del giudiziario. L’ultima è inagibile, ma anche metà delle celle dell’altra sono chiuse, per problemi idraulici e perdite, che di fatto sussistono su tutto il piano. Ribadiamo alla sindaca la nostra richiesta: ci sono aree da liberare per ragioni sanitarie, in accordo con l’Ausl Toscana Centro e le autorità preposte. La sindaca ha tra i suoi doveri la tutela della salute e dell’incolumità di chi si trova sul suo territorio, la popolazione detenuta a Firenze e il personale che ci lavora rientrano nell’ambito di sua competenza”.
Nel frattempo proseguono i lavori del tavolo istituzionale permanente che attualmente coinvolge amministrazione comunale, servizi sanitari, direzione e istituzioni competenti con l’obiettivo di rafforzare i percorsi di presa in carico, in particolare per le persone con fragilità sanitarie e di salute mentale, soprattutto nella fase di uscita dall’istituto.










