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di Matteo Lignelli

Corriere Fiorentino, 25 dicembre 2023

L’iniziativa “Esci dalla strada ed entra in campo” per stimolare e appassionare i ragazzi, aiutando quelli che non ce la fanno economicamente a fare uno sport. La compagnia di Babbo Natale è arrivata anche all’Istituto Penale minorile Meucci di Firenze con le e dalla slitta ha tirato fuori una serie di attrezzature sportive per i ragazzi detenuti. Canestri, scarpe da ginnastica, magliette, quello che serve in palestra per praticare sport così da incoraggiare (e facilitare) lo svolgimento dell’attività. Che, chissà possa diventare un hobby nella vita.

I Babbi Natale, insieme al presidente della Compagnia, Silvano Gori, sono stati ricevuti e accompagnati nella visita dalla direttrice del carcere Antonella Bianco. Insieme a loro anche Andrea Mirannalti del Centro si solidarietà Firenze Onlus che opera all’interno del Meucci e segue i giovani nelle attività ludico sportive.

Un momento di emozione per tutti perché sostenere i ragazzi nelle attività sportive è uno degli obiettivi della Compagnia di Babbo Natale che quest’anno, col patrocinio del Comune e del Coni, ha messo in piedi la campagna “Esci dalla strada ed entra in campo” proprio per stimolare e appassionare i ragazzi, aiutando quelli che non ce la fanno economicamente a fare uno sport, consentendogli di iscriversi a nuoto, basket, boxe, atletica, ginnastica ritmica, calcio e altre discipline.

“Dietro le nostre barbe e i sorrisi c’è un impegno costante tutto l’anno per arrivare a chi ha bisogno di aiuto. È un lavoro a tappeto sul territorio, per intervenire in quella parte di mondo, in quel vuoto dove anche le amministrazioni hanno difficoltà ad agire, dove la burocrazia si fa complicata, dove i bandi neanche si sa che esistono. A volte si pensa che scrivere un bando equivalga a risolvere un problema, invece non è così” spiega il presidente Silvano Gori. “Ci sono famiglie che non sanno utilizzare strumenti tecnologici. E queste famiglie rischiano di essere tagliate fuori; ecco noi vogliamo arrivare li. Lo facciamo con l’aiuto delle parrocchie, con le cooperative e il mondo dell’associazionismo che arriva in queste realtà. In questo caso a raggiungere l’Istituto Meucci ci ha aiutato il Centro di solidarietà Firenze Onlus che ci ha spiegato i bisogni dei ragazzi, le attrezzature di cui necessitano”.