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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 11 luglio 2024

Dopo gli appelli per la giovane tunisina che aveva perso il bambino a Sollicciano. Amira, la 27enne tunisina che aveva diritto ai domiciliari ma non poteva beneficiarne perché senza casa, potrà lasciare Sollicciano: la cooperativa Girasole è pronta ad accoglierla presso casa Luna, una struttura protetta per sole donne. La giovane pochi mesi fa aveva avuto un aborto. In suo favore c’era stato l’appello dell’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli. La cooperativa Girasole è pronta ad accogliere Amira presso casa Luna, struttura di accoglienza per sole donne. E così la 27enne tunisina che può beneficiare degli arresti domiciliari (ma che si trova ancora nella sua cella umida a Sollicciano) potrà uscire dal penitenziario fiorentino e scontare fuori la sua pena di quattro anni come previsto dal giudice otto mesi fa.

Una notizia importante per Amira, la cui storia è stata raccontata ieri sulle pagine del Corriere Fiorentino, una ragazza in arresto per spaccio di sostanze stupefacenti con una detenzione travagliata. Rimasta incinta, pochi mesi fa ha avuto un aborto al quinto mese di gravidanza, in seguito al quale è caduta in uno stato psichico molto critico, tanto più che le condizioni della sua cella non sono ottimali. Venuta a conoscenza della storia, la cooperativa Il Girasole, che si occupa di accoglienza e marginalità, ha messo a disposizione una stanza all’interno di una propria struttura femminile.

Soddisfazione è stata espressa dall’associazione Pantagruel, che tanto si è battuta per trovare una soluzione: “Siamo felici di questa notizia, finalmente dopo tanti no ricevuti dalle strutture del territorio, siamo riusciti a trovare qualcuno che si è fatto coraggiosamente e generosamente avanti per aiutare la ragazza a scontare la sua pena agli arresti domiciliari”.

Nelle ultime ore, l’appello era arrivato fino alla Curia, con tanto di richiesta diretta al neo arcivescovo Gherardo Gambelli. E ieri l’arcivescovo parlando del carcere e del suicidio del ventenne tunisino ha detto: “Purtroppo abbiamo tante volte parlato di questa situazione, non è una sorpresa perché in tante situazioni che stiamo vivendo se non si danno risposte adeguate si arriva a queste cose drammatiche. A livello di Caritas ci stiamo interrogando su come cercare di dare una ri100 sposta più concreta a questa situazione di disagio. Dobbiamo unire le forze e, come dice il Papa, i problemi trasformarli sempre in sfide”. E sempre in tema di Sollicciano, il garante comunale dei detenuti Eros Cruccolini, propone di “costituire un comitato civico, perché la questione carceraria riguarda tutti noi”. Cruccolini fa inoltre un appello a tutti i politici per “esercitare una pressione sul ministero e sul dipartimento perché intervengano sull’emergenza della casa circondariale di Sollicciano inviando il personale necessario: agenti della polizia penitenziaria, completando l’organico degli educatori e incrementando le risorse per dare più opportunità di lavoro alle persone detenute”. Come gli altri garanti nazionali, Cruccolini sostiene la proposta del Papa per l’indulto e l’amnistia: “Il governo non può continuare a fare finta di risolvere i problemi. Sollecitiamo i parlamentari toscani a promuovere in Parlamento interrogazioni e quant’altro possa fare emergere proposte serie da parte del governo e del Parlamento per risolvere il problema delle carceri”.

Sul tema, dopo la lettera scritta dal governatore Giani al ministro della Giustizia Nordio, è intervenuto anche il deputato e membro della commissione Affari Costituzionali di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti: “È quantomeno singolare che il governatore della Toscana invii una lettera al ministro della Giustizia per chiedere al governo, con urgenza, di intervenire sulla situazione delle carceri nella nostra regione. Questo esecutivo è il primo ad aver stanziato risorse sia sul fronte dell’incremento del numero del personale destinato agli istituti penitenziari, che su quello dell’edilizia carceraria. In Toscana sono in arrivo proprio in questi giorni 140 nuovi agenti”.