di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 settembre 2026
Trasferita all’Icam di Torino dove potrà scontare la pena in un ambiente protetto. È stata trasferita all’Icam di Torino la diciannovenne incinta al settimo mese che stava scontando la sua pena nel carcere di Sollicciano. La giovane donna rumena era stata trovata in zona Versilia insieme al compagno e al cognato che stavano rubando un’automobile. I due uomini sono stati trasferiti in cella a Massa, lei a Firenze, dove nella sezione femminile ci sono spazi più dignitosi per una donna incinta. Condizioni strutturali che però mal si conciliavano con lo stato di gravidanza della ragazza, tanto che da più parti era stato fatto appello per la scarcerazione e il trasferimento in uno spazio più adeguato.
E così alla fine è stato deciso dal giudice di spostarla all’Icam (istituto a custodia attenuata per detenuti madri) del capoluogo piemontese, dove potrà scontare la sua pena in un ambiente detentivo ma che non assomiglia a un carcere, dove gli spazi sono meno asfissianti e dove potrà avere tutte le attenzioni sanitarie del caso. Ancora non si è tenuto il processo che deciderà la pena che la donna dovrà scontare.
A incontrare la ragazza e spingere per la scarcerazione, nei giorni scorsi, erano stati a più riprese i volontari dell’associazione Pantagruel, che avevano trovato la donna in condizioni critiche: “Non parla una parola di italiano, è incinta al settimo mese e le sue condizioni di salute rischiano di evolversi in maniera inaspettata e importante” avevano detto dall’associazione nella speranza di un trasferimento imminente. Era stato ipotizzato di spostarla in una struttura a Firenze, dove però non esiste un luogo che rispecchi totalmente i criteri dell’Icam.
E così è arrivato il trasferimento a Torino, proprio nelle ultime ore. “È una buona notizia - ha detto Stefano Cecconi dell’associazione Pantagruel potrà essere seguita molto da vicino da personale medico. Per lei che non ha radici, visto che era arrivata coi i due uomini dalla Romania da pochi giorni, lo spostamento a Torino non rappresenta particolari problemi”. Una storia lunga e tormentata, quella dell’Icam nella nostra città. Firenze aveva provato a fare da apripista nel 2010, con un protocollo tra ministero della Giustizia, Regione, tribunale di Sorveglianza, Istituto degli Innocenti e Madonnina del Grappa, che aveva messo a disposizione una palazzina in via Fanfani. La Regione aveva stanziato 400 mila euro, ma il progetto non è mai partito.









