di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 7 novembre 2024
Assunto a Spazio Reale, l’ex detenuto si racconta. Gli anni in carcere, nell’inferno di Sollicciano e ora una nuova prospettiva di vita grazie all’associazione Seconda Chance e a Spazio Reale che lo ha assunto e dove lavorerà come pena alternativa. È la storia di Alaa, un 24 enne maghrebino che può mettersi alle spalle il passato: “A Sollicciano ho pensato di farla finita, ma ho tenuto duro e ora ho un lavoro e una nuova vita”.
“Era durissima vivere a Sollicciano, è proprio un altro mondo, è un inferno, le celle sono piene di umidità, c’è sporcizia e ci sono le cimici. Mi hanno morso braccia e gambe. E poi il sovraffollamento, una volta ero in cella insieme ad altri cinque detenuti”. A parlare è Alaa, detenuto maghrebino di 24 anni, uscito un mese fa da Sollicciano per trasferirsi in pena alternativa al Centro Samaritano e adesso inserito professionalmente allo Spazio Reale come manutentore e addetto alle pulizie degli impianti sportivi grazie all’associazione Seconda Chance.
Una vita difficile, quella di Alaa, arrivato da giovanissimo in Italia e finito ben presto nel giro della micro criminalità. “Ho fatto 4 anni e 7 mesi di galera”. Ricorda ancora le condizioni di Sollicciano. Il freddo, soprattutto: “La notte a volte si tremava, le coperte non bastavano perché anche quelle erano umide. Il riscaldamento ci sarebbe ma non funziona bene. Si dormiva vestiti. Ci si ammalava spesso. Le condizioni erano drammatiche. A volte ho pensato di farla finita, ma ringrazio Dio che sono ancora vivo”. E poi il cibo: “Fa schifo, molti detenuti lo buttano via. Chi può, se lo compra”.
Alaa è praticamente cresciuto nel penitenziario fiorentino, dove ha passato molti anni della sua giovinezza. Ma adesso è in affidamento al Centro Samaritano, dove finirà di scontare la pena, e durante la giornata può lavorare. Ad assumerlo la struttura polifunzionale di Campi Bisenzio, Spazio Reale. “Lavorare in questi spazi per me è una cosa molto importante, è come una nuova vita, una nuova esperienza visto che non avevo mai lavorato prima d’ora in vita mia, è una cosa che mi fa stare bene e mi mette in contatto con molte persone ogni giorno”.
Alaa ora avrà la possibilità di costruirsi un futuro che rischiava di essere compromesso anche una volta scontata la condanna. Senza considerare poi i dati relativi al rischio di recidiva su cui si è soffermato anche un recente convegno del Cnel: 6 condannati su 10 sono già stati in carcere almeno una volta, ma per i detenuti che hanno avuto una possibilità di inserimento lavorativo la percentuale di rischio di recidiva è stimata al 2%. Alaa pensa spesso ai suoi primi anni in Italia: “Sono arrivato con un barcone, ho vissuto per molti mesi nei centri per minori non accompagnati, sono finito in un giro poco buono, ho sbagliato e ho perso tanti anni della mia vita in cella. Oggi sono cresciuto, sono maturato, ai ragazzi che arrivano in Italia dico di seguire i percorsi nelle strutture, ci sono persone che possono aiutare”.
Oggi Alaa è finalmente un lavoratore. Una delle tante persone che ogni giorno rendono migliore lo Spazio Reale. “La decisione di assumere un primo detenuto - ha detto Stefano Ciappelli, presidente di Spazio Reale Group - è maturata in un confronto con l’associazione Seconda Chance cominciato nell’ottobre 2023 e che ci ha visti immediatamente disponibili, proprio in considerazione della vocazione di Spazio Reale. Siamo una realtà aperta che cerca di contribuire al superamento di barriere e pregiudizi ma anche di incidere concretamente sulla realtà sociale. Dare una seconda opportunità ad Alaa, e magari ad altri dopo di lui, rende tangibile la nostra idea di inclusione”.











