di Sara Benedetti
Corriere Fiorentino, 13 maggio 2023
Dopo il racconto della sua storia sul Corriere Fiorentino, un’associazione di volontariato gli ha offerto un alloggio. E un’azienda gli ha offerto un impiego come operatore di sala di controllo. “Sarò sempre grato a Firenze”. Nel giro di poche settimane, la vita di un ragazzo è cambiata. Youssef Ghaffari - il 25enne programmatore informatico che per giorni ha chiamato “casa” la tenda comprata con i suoi ultimi risparmi, vivendo in un parcheggio nei pressi della stazione fiorentina di Rifredi - ha finalmente trovato il suo lieto fine: un tetto sopra la testa e un lavoro che gli permetterà di crearsi la propria indipendenza.
A seguito della pubblicazione della storia di Youssef da parte del Corriere Fiorentino, un’associazione di volontariato (che chiede di mantenere l’anonimato), con sede a Firenze, si è offerta attraverso il suo principale progetto di accoglienza di supportare Youssef mettendo a disposizione un alloggio. Il progetto è rivolto ai giovani indigenti (immigrati e non) e si estende per un arco di 12 mesi, nei quali i ragazzi devono adoperarsi nel trovare lavoro, alloggio e dedicarsi a del volontariato. “Non dimenticherò mai tutto il bene che ho ricevuto, questo per me è un nuovo inizio” racconta Youssef. Il tono della sua voce è cambiato, non traspare più rassegnazione; e aggiunge: “Lavorerò come operatore di sala controllo presso un’azienda basata a Firenze. Il mio ruolo riguarderà il controllo delle infrastrutture, garantendo una supervisione costante 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Sarà impegnativo, capiteranno anche i turni di notte, ma non vedo l’ora di rimettermi in gioco”.
Tra le diverse proposte di lavoro provenienti da tutta Italia, Youssef ha scelto di restare a Firenze: “È la città a cui per sempre sarò riconoscente, oggi per me è casa. Sento che qua potrò crescere sia professionalmente che a livello umano”. Youssef non sa cosa il futuro ha in serbo per lui, ma sa per certo cosa farà non appena si sarà reso autosufficiente: “La prima cosa che farò sarà contraccambiare l’aiuto che mi è stato dato. Questa volta è il mio turno fare la differenza nella vita di chi ha bisogno”.










