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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 13 dicembre 2024

Se la malattia del detenuto è incompatibile col regime carcerario, il detenuto potrà uscire dal carcere e scontare la pena in una struttura adeguata alle sue condizioni. È il senso dell’intesa tra Comune di Firenze, Servizi Sociali, Garante dei detenuti, Amministrazione penitenziaria, Azienda Usl Toscana Centro, Società della Salute di Firenze. La procedura siglata mette a punto i passaggi tecnici che ogni istituzione coinvolta dovrà fare una volta che sarà stabilita dal Tribunale di sorveglianza la condizione di incompatibilità con lo stato di detenzione in carcere. “È il risultato di un lavoro di confronto che abbiamo intrapreso da inizio mandato - spiega l’assessore al Welfare Nicola Paulesu.

In questo modo vogliamo dare una risposta strutturata a una problematica che era emersa in più occasioni. Si parla di situazioni che vedono detenuti con gravi problematiche di salute, non compatibili quindi con il regime carcerario, che sono oggetto di ricognizioni e analisi puntuali e precise, ma anche di detenuti a fine pena per garantire la continuità terapeutica e di cura”. Secondo le varie associazioni di volontari che operano attorno a Sollicciano, sarebbero decine i detenuti con problematiche di salute incompatibili col carcere, tra cui tossicodipendenza, salute mentale e addirittura Aids. Il problema, si chiedono tanti volontari, è però “la mancanza di strutture ad hoc sul territorio pronte ad accogliere queste persone”.