di Donato Mongatti
Corriere Fiorentino, 14 febbraio 2026
Presentata a Palazzo Vecchio la “Solliccianese”. Il progetto promosso dalla Uisp ponte tra il carcere e la libertà. È l’obiettivo delle attività promosse da Uisp Firenze all’interno degli istituti penitenziari Sollicciano e Gozzini per coloro che godono della custodia attenuata. Lo sport come strumento di reinserimento, per favorire il recupero psicofisico dei detenuti, promuovere relazioni positive fondate su rispetto, cooperazione e regole condivise. Un percorso nato da 15 anni e che ieri ha visto nascere la Asd Solliccianese: una polisportiva che racchiude tante attività, dal calcio al volley, dal podismo al trekking. Ieri in Palazzo Vecchio la presentazione della Associazione e del primo evento che la vedrà protagonista in un torneo di calcio a 11 intitolato allo storico educatore nelle carceri Nicola Zuppa. A prendervi parte, oltre alla squadra di Sollicciano l’istituto superiore Leonardo da Vinci, il Palazzo Vecchio Football Club, San Michele Progetto Dentro Fuori, Ussi Toscana, Rondinella del Torrino e vigili del Fuoco. Le partite si disputeranno sia nell’impianto della casa circondariale, sia all’interno del velodromo delle Cascine e all’impianto La Trave.
“La gara inaugurale - ha annunciato Franco Dardanelli, segretario generale della Uisp Firenze - è il 28 febbraio tra Solliccianese e Ussi Toscana”. “La Uisp fa un grande lavoro con i detenuti per ciò che riguarda le attività sportive - ha osservato il direttore del carcere di Sollicciano Valeria Vitrani - Lo sport rappresenta un elemento fondamentale della vita di tutti, a maggior ragione per le persone detenute” che, come ha sottolineato la presidente della Uisp Firenze Gabriella Bruschi “in questo modo possono diminuire l’abuso di farmaci, soprattutto antidolorifici”.
“Una volta di più si riconosce lo sport come centrale per la vita delle persone - ha osservato l’assessora allo sport Letizia Perini - perché significa libertà, autonomia, educazione e benessere. Dare la possibilità a tanti detenuti di fare attività motoria o di praticare una disciplina sportiva vuol dire regalargli anche salute”. “Il progetto - ha aggiunto l’assessore al welfare Nicola Paulesu - dimostra una forte attenzione alla situazione dell’istituto penitenziario di Sollicciano ma con una prospettiva diversa, volta a creare nuove opportunità. Questo non significa negare problematiche e criticità ma significa, piuttosto, avere uno sguardo diverso, nuovo che guarda alle risorse, alle positività”.










