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di Andrea Vivaldi

La Repubblica, 3 gennaio 2026

Dopo l’incendio di Capodanno con 26 intossicati torna l’attenzione sulle carenze croniche della struttura. “In una sezione manca la luce da marzo”. Caldo asfissiante d’estate, gelo d’inverno, alcune parti sempre allagate. L’assessore Paulesu: “Situazione insostenibile”. Sollicciano inizia il 2026 da dove aveva lasciato: cronici problemi strutturali, infiltrazioni, impianti guasti, sovraffollamento e allarmi pronti a scattare da un momento all’altro. Due giorni fa è divampato un incendio in infermeria per una stufetta elettrica accesa contro il freddo. Per un malfunzionamento ha preso fuoco e l’area si è riempita di fumo: molto spavento, 26 evacuati, alcuni intossicati lievi.

“Fatto gravissimo - denuncia l’assessore al welfare, Nicola Paulesu - situazioni di emergenza e condizioni di degrado sono all’ordine del giorno in questo carcere. Una normalità inaccettabile che denunciamo da tempo. Una sequela allarmante di eventi: nel penitenziario si vive in una condizione insostenibile, servono risposte non più rinviabili a livello nazionale. Noi continuiamo a tenere alta l’attenzione”.

Ma le criticità non finiscono dentro le mura. Perché quando i detenuti escono spesso si trovano abbandonati a loro stessi senza un reinserimento nella società. E il rischio - tragico - di una ricaduta è dietro l’anno. Il 29 dicembre un uomo di 51 anni, italiano, è stato ritrovato morto per overdose nel giardino di un circolo sui lungarni. Era uscito dal carcere la vigilia di Natale. Senza lavoro, e con solo la madre, è ripiombato subito nell’abbandono.

Critiche da magistrati e associazioni - Tra politica, magistrati, volontari e associazioni il sentimento diffuso è un misto di rabbia e sconforto. “Non è cambiato niente di significativo: ancora non ci sono stati gli interventi strutturali necessari. Per tutta l’estate la condizione all’interno è stata drammatica per il caldo e ora per il gelo. C’è una situazione disumana e degradante” sottolinea Filippo Focardi, segretario della sezione toscana di Magistratura Democratica. L’associazione (componente dell’Anm) che già lo scorso marzo aveva invocato la chiusura degli spazi detentivi fino alla loro completa ristrutturazione (che dipende dal ministero). “È impossibile - prosegue - vivere in un reparto completamente allagato o dormire in letti a castello impilati a tre in cui il terzo è a 20 centimetri da un soffitto ammuffito. Sono ambienti di vita malsani che abbiamo visto nei mesi scorsi e intollerabili per uno stato di diritto e civile. Nell’area pazienti psichiatrici il personale dell’Asl lavora sotto un gocciolamento continuo”. Poi aggiunge: “È un quadro che pone dubbi sull’effettività della tutela. C’è una palese illegalità. Una grave inerzia nel risolvere una situazione per la quale nessuno sembra avere il potere di intervenire”. Pure la scelta di fare trasferimenti in altri istituti non è sempre una soluzione poiché in molti casi si allontana il detenuto dai suoi affetti.

L’Altro Diritto: “Detenuti ormai rassegnati” - “C’è un clima di rassegnazione - sottolinea il professor Emilio Santoro, presidente del comitato scientifico di Altro Diritto - Tra cimici, infiltrazioni e mancanza di acqua calda, i detenuti credono che difficilmente qualcosa migliorerà. Da marzo nella settima sezione sono senza corrente elettrica: le persone ci hanno detto che ormai si sono abituati”. Nel 2024 circa 200 detenuti avevano avanzato reclami, sostenuti dall’associazione, per condizioni di vita inaccettabili. Nel 2025 presentata un’altra settantina di reclami. C’è pure un caso del 2023 finito alla Corte europea dei diritti dell’uomo che a breve dovrà essere discusso. “Spero che quest’anno si riesca almeno a costruire un sistema che aiuti le persone che escono da Sollicciano a non finire più in uno stato di totale abbandono” aggiunge Santoro.

Gli appelli di Pantagruel e del garante - Ci sono “problemi irrisolti” rimarca Stefano Cecconi, vicepresidente di Pantagruel, l’associazione di volontari impegnata nel penitenziario. “A dicembre ci siamo incontrati con la nuova direttrice e si è assunta impegni per un cambiamento. È un’apertura di comunicazione importante. Il percorso è lungo: è stato aggiustato uno dei tre ascensori guasti, abbiamo chiesto il ripristino dello sportello automatico delle Poste e di migliore alcune aree, come quella dei colloqui. In altre zone ci sono ancora i secchi”. Il Comune nei giorni scorsi, come detto dalla sindaca Sara Funaro.

Il Comune nei giorni scorsi, come detto dalla sindaca Sara Funaro, creerà un tavolo permanente per Sollicciano, “che è come un piccolo paese in cui vivono od operano mille persone - dice il garante Giancarlo Parissi - e in cui serve portare anche progetti positivi: valorizzazione della scuola, lavoro, sport, cultura. Oltre metà dei detenuti ha problemi di salute mentale o tossicodipendenze”.