di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 giugno 2025
I dati delle ispezioni nel rapporto dell’associazione Coscioni sulle carceri toscane. Una serie di bocciature. È quanto raccolto dall’Associazione Coscioni che ha messo insieme tutti i rapporti delle Asl locali sulle condizioni delle carceri toscane. Si salvano solo Volterra e Gorgona, nelle altre carenze sanitarie e muffe. Maglia nera a Sollicciano. Bocciato, bocciato, bocciato. Scorrendo lo stato di salute dei penitenziari toscani redatto dalle Asl di competenza, sono pochissimi gli istituti promossi e in quasi tutti permangono condizioni igienico sanitarie fortemente critiche e inadeguate. Muffa, infiltrazioni, sporcizia fanno delle carceri della nostra regione dei luoghi dove vivere è alquanto complicato. Soltanto cinque strutture guadagnano la sufficienza, su un totale di undici esaminate.
A mettere insieme i report delle Asl di tutta Italia è stata l’associazione Luca Coscioni. “Nella stragrande maggioranza dei casi - si legge in una nota - negli istituti di pena italiani non sono stati effettuati neanche interventi di ordinaria amministrazione, una negligenza che, già grave di per sé, si acuisce per il sovraffollamento di oltre il 134%”. Nel dossier c’è anche un focus sulla Toscana (dove il sovraffollamento è al 99%), che prende in esame ogni singolo istituto penitenziario.
Partendo da Sollicciano, una delle carceri più critiche in tutta Italia, si segnalano “infiltrazioni, raccolte d’acqua, celle inagibili e gravi carenze strutturali” nel reparto maschile, mentre nel reparto femminile ci sono “infiltrazioni d’acqua, muffa, distacchi di intonaco e aree inagibili”. Nello specifico, la relazione Asl è dello scorso dicembre e, come spiegato da Marco Perduca dell’associazione Coscioni, evidenzia un carcere “pieno di secchi d’acqua per raccogliere gocce” e “con problemi strutturali storici”; nelle docce in comune “l’acqua spesso diventa muffa perché non ci sono finestre”. E ancora: “Nei passeggi ci sono muri scrostati”. E infine: “La cucina è limitrofa a una cucina abbandonata che rischia di portare microbi”.
Al carcere di Pistoia, le dimensioni delle celle risultano in alcuni casi non conformi alla normativa vigente, spiegano dall’associazione Coscioni. Inoltre, “la pulizia generale è peggiorata rispetto all’ispezione precedente, e molte criticità risultano ancora irrisolte”. Per quanto riguarda il carcere di Prato, “è stata individuato come la struttura con le maggiori criticità: muffe, umidità, acqua stagnante, deterioramento diffuso e danneggiamenti strutturali causati da proteste dei detenuti”.
E poi la casa circondariale di Lucca dove “si registra sovraffollamento (76 detenuti contro 63 posti disponibili) e condizioni igienico-sanitarie generalmente insufficienti. Gli spazi comuni esterni risultano inagibili”. Le Sughere di Livorno “presenta criticità contenute, principalmente legate alla pulizia, tinteggiatura e umidità”. Il carcere di Porto Azzurro è in condizioni sufficienti. Situazione ambivalente presso la casa circondariale di Pisa: “Sezione femminile in buone condizioni, mentre quella maschile ha gravi carenze igieniche e strutturali”. E poi Volterra, “in condizioni complessivamente buone” e Gorgona, “risultata in buone condizioni”.











