di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 14 marzo 2025
L’uomo era seguito dai servizi psichiatrici. “In carcere pochi controlli, la droga entra”. Un detenuto romano è morto il giorno del suo compleanno in una cella del carcere di Sollicciano. La causa del decesso sarebbe da ricondurre a un’overdose. Nella sua cella sono state trovate siringhe. È il quarto detenuto morto a Sollicciano dall’inizio dell’anno. Accusa un malore in cella, viene trasportato in ospedale e lì muore. È il quarto detenuto del carcere di Sollicciano morto dall’inizio dell’anno. Dopo i due suicidi e una morte probabilmente per droga, stavolta il decesso è stato causato da overdose. “Sono state trovate siringhe e materiale per uso di stupefacenti” ha detto Eleuterio Grieco, agente penitenziario della Uil Pa, che poi ha aggiunto: “Ci sono pochi controlli e nel carcere la droga entra”.
Un fatto drammatico che racconta, non per la prima volta, come il penitenziario fiorentino abbia le maglie larghe sull’entrata di sostanze illegali. A perdere la vita è stato un recluso che era seguito dai servizi psichiatrici e che, proprio nel giorno del suo 34esimo compleanno, ha abusato di droga in serata. L’arrivo in ospedale poco prima di mezzanotte, poi il decesso prima dell’alba. Era romano, arrivato a febbraio da un altro istituto.
È collettivo il grido di indignazione delle istituzioni locali e dei sindacati degli agenti, tutti fortemente critici nei confronti del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che ancora non è riuscito a nominare un direttore permanente nel carcere fiorentino. “Si continua a morire a Sollicciano ed è inaccettabile - ha detto l’assessore al welfare Nicola Paulesu - Le condizioni di Sollicciano sono insopportabili, per i detenuti, per i lavoratori della struttura, per gli operatori delle associazioni. La mancanza di una direzione stabile rende tutto ancora più difficile. Su Sollicciano interventi concreti da parte del Governo non sono più riParole dure anche dal responsabile carcere della diocesi don Vincenzo Russo: “La droga scorre copiosamente nella città, raggiungendo anche il carcere. Non c’è argine al fenomeno e, probabilmente, non c’è vero ed efficace interesse a contrastarlo. La morte per overdose a Sollicciano è il risultato di questa attenzione politica che manca”.
Per contrastare l’ingresso di droga in carcere, i sindacati chiedono da tempo l’istituzione di un reparto cinofili. “È da circa un anno che queste unità sono in attesa di essere convocate per l’espletamento del corso di formazione” ha denunciato il segretario del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Francesco Oliviero. Sul tema anche il deputato Pd Federico Gianassi: “A Sollicciano è in atto una strage, il ministro Nordio smetta di girarsi dall’altra parte e venga di persona a vedere la situazione inumana in cui si trova il carcere”. Un invito al ministro anche dal garante dei detenuti (in scadenza) Eros Cruccolini: “Venga a Sollicciano per capire di persona la situazione”.











