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di Valentina Marotta

Corriere Fiorentino, 18 settembre 2026

“A Sollicciano, anche dopo il sequestro di 7 sezioni e il trasferimento di 218 detenuti, il tasso di affollamento è pari al 166%. Ma la foto di una cella sarebbe più efficace di parole e numeri per descrivere la grave condizione di degrado”. L’avvocato Duccio Baglini, presidente della Camera penale di Firenze ricorda le immagini della recente visita nel carcere: muri sporchi e anneriti, celle spesso senza ventilatori, ascensori rotti e lavoranti costretti a portare a mano e per le scale i pesanti carrelli dei pasti. Alle carenze strutturali si aggiungono i deficit di organico. “Lo scorso 10 settembre - spiega Baglini - erano presenti 443 detenuti contro una capienza regolamentare di 269. Gli agenti della penitenziaria dovrebbero essere 416, ma la forza effettiva è di 320”.

Nota positiva: riprenderà per iniziativa della Camera penale, il progetto “Lib(e)ri di leggere”, gruppo di lettura dei detenuti curato dalle avvocate Rosa Todisco e Chiara Lombardi in collaborazione con gli istituti Saffi e Russel Newton e le biblioteche del territorio. Dallo spaccato fiorentino, partirà il convegno organizzato dall’Unione Camere Penali “Lo stato generale dell’esecuzione penale. Anatomia di un disastro: analisi e proposte” (domani, Grand Hotel Adriatico). Avvocati, magistrati, politici e accademici a confronto per elaborare un’agenda da suggerire a Governo e Parlamento. “Sollicciano è diventato un caso di scuola, il primo in cui viene chiuso un reparto per trattamenti degradanti - puntualizza la responsabile Giustizia Pd Debora Serracchiani, relatrice al convegno - Va chiuso”. Incalza il deputato Pd Federico Gianassi: “Contestiamo al Governo una latitanza di 4 anni che ha portato a cronicizzare le difficoltà”.