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di Andrea Vivaldi

La Repubblica, 26 agosto 2024

A Firenze sono in dodici a fronte di una pianta organica che ne prevede sessantadue e di una proposta ministeriale che nel 2018 ne pianificava trentadue. È l’ufficio delle liti con i vicini e dei risarcimenti degli incidenti stradali. Dalle controversie per i mancati pagamenti e i ricorsi per le multe. Il giudice di pace non strapperà forse il primo piano come la Dda, eppure risponde a tanti problemi della vita quotidiana. Un ramo della giustizia silenzioso ma fondamentale e che oggi fa i conti con due questioni urgenti: da un lato la carenza cronica di personale, in cui servirebbe almeno il doppio dei giudici e potenziare gli organici amministrativi. E dall’altro, come negli altri ambiti di giustizia, i fascicoli pendenti: a Firenze nell’ufficio giudice di pace civile sono quasi 12 mila i procedimenti che attendono di essere chiusi.

Il giudice di pace, che è un magistrato onorario, si occupa di questioni civili, penali e amministrative di lieve entità o valutazione più facile. Per il civile, che è il settore principale, tratta ad esempio controversie di condominio o sui confini delle proprietà, multe, ingiunzioni di pagamento, conciliazioni, cause su beni mobili. Come è facile intuire, le richieste da gestire sono tante. Nel capoluogo toscano si parla di oltre mille nuovi fascicoli al mese, sempre guardando al civile. Nel 2023, secondo i conteggi del ministero, ne sono arrivati 12.862 e ne sono stati chiusi 9.812. Un avanzo quindi di circa 3 mila in un anno. Un numero spinto anche dalla riforma Cartabia che, per ridurre i contenziosi in tribunale, a partire da marzo 2023 ha aumentato il raggio delle competenze del giudice di pace, che hanno quindi più carichi (ad esempio le cause su beni immobili adesso sono fino a 10 mila euro, prima era la metà.

Per i danni da circolazione stradale da 20 a 25 mila). Questo senza però inviare ai tribunali i rinforzi attesi ormai da anni. A Firenze si contano 12 giudici a fronte di una pianta organica teorica di 62 (nel 2018 una proposta ministeriale ne prevedeva 32). Mentre negli amministrativi ci sono 20 dipendenti. Le assunzioni dipendono dal ministero ed è quasi un paradosso se si pensa che nel frattempo lo stesso ente ha fatto concorsi per nuovi dipendenti (a tempo determinato) da destinare al tribunale ordinario con l’obiettivo di centrare i traguardi del Pnrr, che prevedono proprio l’abbattimento dei fascicoli arretrati in campo penale e civile. Al giudice di pace invece tante poltrone restano vuote, creando anche una più difficile gestione dei turni. “Servirebbe avere almeno il doppio dei professionisti - spiega Alessandra Barone, che da sei mesi è la nuova direttrice civile dell’ufficio del giudice di pace di Firenze - e la parte amministrativa è fondamentale, perché ogni fascicolo necessità di un intervento della cancelleria, con fasi intermedie e di comunicazione da gestire.

Per fare fronte alla domanda di giustizia occorre avere le risorse”. Il giudice di pace è una figura di prossimità per la gente, come ripetono dal palazzo di giustizia in viale Guidoni. “Serve quindi domandarsi cos’è l’efficienza. Perché in nome della velocità il rischio che venga meno la qualità - prosegue la direttrice -. Come in sanità i tempi hanno un valore ma non sono tutto. Per il cittadino c’è un diritto sociale e di giustizia a cui il nostro mondo deve rispondere. Il servizio deve essere giusto, perché in ogni fascicolo c’è una storia personale, di libertà, un carico di dolore e avviare un procedimento richiede fatica e sofferenza. Compito dei nostri uffici è quindi trattare una materia umana che non può essere valutata solo con le performance statistiche, perché non vogliamo trattare le persone come numeri”.

Il quadro di Firenze (che sull’abbattimento di arretrati al tribunale civile e penale viaggia a gran ritmo) è comune al resto del Paese. Secondo l’Organismo Congressuale Forense in Italia manca il 63% dei giudici di pace rispetto e il 25% del personale amministrativo.