sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Ernesto Ferrara e Matteo Lignelli

La Repubblica, 7 luglio 2024

Il sottosegretario Delmastro: “Un alleggerimento strutturale. Arrivano 51 nuovi agenti della polizia penitenziaria, apriamo una riflessione sull’idea di un rifacimento complessivo”. Ottanta detenuti saranno trasferiti entro una decina di giorni fuori dall’inferno di Sollicciano: 20 sono già stati spostati ieri in altre carceri toscane, altri 10 da domani fuori regione. Due sezioni del carcere fiorentino, la 5 e 6 del padiglione giudiziario, sono state chiuse, del resto la situazione in quelle aree era ulteriormente precipitata dopo la rivolta e gli incendi che si sono scatenati giovedì quando Fedi - detenuto tunisino di 20 anni - si è suicidato riaccendendo un faro e sulla situazione disperata di questa enorme struttura fatiscente dove tra topi, cimici, muffa e infiltrazioni d’acqua è impossibile vivere.

Un alleggerimento “non temporaneo ma strutturale di detenuti”, fa sapere il sottosegretario alla giustizia di Fdi Andrea Delmastro a Repubblica rivendicando l’arrivo a breve di “51 nuovi agenti penitenziari”. E aprendo anche per la prima volta da Roma ad una “discussione per il futuro, da condividere con tutti gli enti e le amministrazioni locali, e con finanziamenti da reperire, sull’idea di un rifacimento complessivo del carcere di Firenze”. Progetto certamente con tempi molto lunghi mentre l’emergenza Sollicciano si mostra invece drammatica, immediata. Gli spazi per i reclusi, già in sovrannumero, si sono ridotti ancora.

Nessun progetto sociale e di lavoro serio all’orizzonte per dare ossigeno e qualche risorsa economica ai detenuti, come invoca il garante fiorentino Eros Cruccolini. E gli interventi di manutenzione e miglioramento strutturale in corso, pur in gran numero, si mostrano lenti o impantanati nella burocrazia. Lo svela un documento interno del Ministero della giustizia di giugno mettendo in fila le criticità (“il degrado delle facciate, i bagni delle celle non conformi, il muro di cinta instabile, il teatro femminile inagibile, il solaio della chiesa con guai strutturali”) e i lavori previsti: sospesi quelli da 2,6 milioni di manutenzione delle facciate, appena svolti i rilievi per dotare le celle di docce. Chissà quando.

L’ultima rilevazione effettuata il 5 luglio parla di 564 detenuti a fronte di 408 posti “regolarmente disponibili” a Sollicciano. I posti nelle celle non agibili però sono 89, quasi un quarto del totale e questo dà una dimensione della crisi. Ci sono 133 persone che non hanno a disposizione lo spazio minimo (3 metri quadri) sotto il quale si viola la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Dopo quel che è accaduto verranno chiuse la quinta e la sesta sezione del padiglione del giudiziario ed è per questo che si è accelerato sui trasferimenti.

Data la situazione d’emergenza, il garante nazionale dei detenuti Maurizio D’Ettore era stato in visita a Sollicciano a maggio e giugno e lì ha potuto constatare che ci sono vari progetti ancora indietro. “Ci sono 4 milioni di euro di lavori della Regione Toscana che saranno completati tra 3 o 4 mesi. Prevedono il rifacimento del cappotto, degli infissi e pannelli fotovoltaici. L’obiettivo è diminuire il costo dell’elettricità e climatizzare meglio ambienti dove ora ci sono 50 gradi” dice Cruccolini. Proprio la giunta regionale guidata da Eugenio Giani domani farà una seduta straordinaria sulla situazione carceraria toscana stanziando 500 mila euro.

Tra i progetti in vista a Sollicciano, rivendica Fdi col coordinatore regionale Fabrizio Rossi, c’è anche un nuovo edificio, 500 mila euro, un capannone per attività lavorative dei detenuti (come un laboratorio di pelletteria), opera naufragata già nel 2021 e nel 2022, adesso tutto nelle mani della gara del Mit. “Servirà fare nuovo Sollicciano” ammette il neo eurodeputato meloniano Francesco Torselli. “Inutile spendere soldi su Sollicciano che ha 40 anni, mancano spazi, manca tutto” allarga le braccia pure il garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani. “Pronti a parlarne ma dal Pd abbiamo ereditato una situazione catastrofica, stiamo correndo per recuperare” dice Delmastro.