di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 5 settembre 2026
Ieri visita in carcere di una delegazione del Pd. Potrebbe essere scarcerata il 10 settembre, giorno dell’udienza, la detenuta diciannovenne incinta al settimo mese, attualmente reclusa a Sollicciano. La donna, in cella per un furto d’auto, potrebbe usufruire degli arresti domiciliari a casa di un parente in Versilia. Sulla vicenda anche i servizi sociali di Palazzo Vecchio si sono attivati per predisporre, in caso di bisogno, una struttura alternativa al carcere. Quanto all’Icam, l’istituto a custodia attenuata per le detenute madri che avrebbe dovuto vedere la luce anni fa, sembra non esserci più la volontà politica: “C’è un confronto stretto con la Regione”, dicono dall’assessorato al welfare, per poi precisare però che “Firenze ha già delle strutture dedicate con posti per donne, donne incinte e madri con minori”.
Nel fratgiustizia tempo a Sollicciano continua l’emergenza. Il carcere fiorentino, dopo il sequestro di sette sezioni perché degradate, è sovraffollato e ci stanno quasi il doppio dei reclusi di quelli che ci potrebbero stare. Nello specifico, sono 437 i detenuti, ci cui 342 uomini e 95 donne.
È uno dei principali dati emersi nel corso della visita, ieri mattina, da parte di alcuni politici del Pd tra cui l’ex sindaco ed europarlamentare Dario Nardella, il deputato Federico Gianassi e Bernardo Taddei, segretario dei Giovani Democratici della Toscana. L’iniziativa rappresenta la quarta tappa della campagna dei Giovani Democratici della Toscana che attraversa le carceri della regione per ascoltare associazioni, operatori, volontari e persone che vivono quotidianamente il sistema penitenziario. Gianassi torna a chiedere al ministro della Carlo Nordio di visitare il penitenziario fiorentino: “È inaccettabile che il ministro della Giustizia non lo abbia mai visitato, neppure dopo il sequestro di alcune sezioni disposto dalla magistratura. Ci metta la faccia e veda con i propri occhi condizioni che non possono essere comprese attraverso una semplice circolare ministeriale”.
Nardella ribadisce che “Sollicciano deve essere completamente demolito e ricostruito secondo criteri moderni, che garantiscano dignità, sicurezza, trattamento umano e la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione”. Anche perché, ha aggiunto, “il tasso di recidiva è pari al 70 per cento, carceri come Sollicciano rischiano di diventare vere e proprie fabbriche di criminalità. Senza formazione, lavoro e riabilitazione, chi esce torna troppo spesso a delinquere”. “La crisi di Sollicciano - spiega Bernardo Taddei - produce conseguenze su tutto il sistema penitenziario regionale. I trasferimenti seguiti alla chiusura delle sezioni hanno avuto ripercussioni anche sugli altri istituti toscani. Il Governo avrebbe dovuto intervenire immediatamente. Senza strutture adeguate, spazi, personale e opportunità di reinserimento non sarà possibile tutelare né i lavoratori né le persone detenute”. Situazioni identiche nel carcere di Pisa dove, come spiegato da Enrico Vincenzini, presidente dell’Osservatorio Antigone Toscana, “c’è un’infestazione (che dura da diversi mesi) di cimici da letto, evidente dai segni dei morsi che quasi tutti i detenuti riportano sul loro corpo”.









