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di Lorenza Cerbini

Corriere della Sera, 30 marzo 2022

Arrivano dal deposito comunale di Firenze. Vengono restaurate nel carcere cittadino di Sollicciano e con il marchio Piedelibero tornano in strada. Sono biciclette da donna, uomo e anche bambino. Sono da passeggio, corsa o city bike.

Alcune persino a scatto fisso, rapporto unico, piacciono tanto ai più giovani. Il progetto Piedelibero è un esempio di resilienza umana e ambientale, un progetto nato nel 2013 come upgrade di Milleeunabici varato dalla cooperativa sociale Ulisse. Da allora ha coinvolto una trentina di detenuti. “Nessuno di loro era in origine un meccanico.

Nessuno sapeva come smontare, lubrificare, verniciare e rimontare una bicicletta. I detenuti sono stati assunti con busta paga, hanno appreso regole e competenze. L’attività in officina è diventata un percorso per il loro reinserimento nel mondo del lavoro e nella società”, dice Cristiano Sciascia, responsabile inserimenti lavorativi di Ulisse. Nel carcere di Sollicciano sono state riciclate centinaia di biciclette, ognuna diversa dall’altra fino a diventare modelli unici.

“Il format iniziale di Piedelibero prevedeva il noleggio delle biciclette restaurate in carcere e la rivendita dei rottami, ma con l’arrivo di quelle asiatiche, usate per il bike sharing cittadino, abbiamo dovuto rivedere la strategia d’uso”, spiega Sciascia.

Oggi dall’officina di Sollicciano escono mezzi destinati alle flotte aziendali e ai privati. L’ultimo ordine in via di consegna riguarda 230 mezzi per la cooperativa La Comune. A incidere sui tempi influiscono due varianti. “In officina possono lavorare al massimo due detenuti per volta” spiega Sciascia. “La selezione è impegnativa. Servono attitudini manuali, la fase di apprendistato è lunga ed è favorito chi deve scontare molti mesi di prigione. Poi ci sono le bici, non sempre dai depositi comunali ne arriva un numero tale da coprire gli ordini.

I mezzi recuperati rimangono nei magazzini per i8 mesi in attesa che eventuali proprietari li riscattino. In questo momento abbiamo carenza di mezzi. Riceviamo quelle recuperate nel primo lockdown, ma in quei mesi pochi viaggiavano. I mezzi portati a Sollicciano vengono sottoposti ad accurato esame. “Si separano quelli in buone condizioni da quelli che richiedono molte ore di manodopera, riciclati per i ricambi”.

Pezzi d’arte in mostra - Le bici custodite nei depositi del Comune sono spesso frutto di furto o abbandono, oppure sono state rimosse di intralcio al passaggio di veicoli e pedoni. “Non tutti i proprietari hanno interesse a riaverle e a pagare eventuali costi di deposito. Non tutte le bici hanno un valore commerciale”. Nelle ultime due decadi, i brand asiatici a basso costo hanno invaso il mercato a scapito anche di marchi storici italiani.

“Recuperare un mezzo di bassa qualità non sempre è produttivo”, dice Sciascia. Le Piedelibero, tuttavia, hanno un valore tutto loro. Possono ordinarle anche i comuni cittadini e i più esigenti possono persino chiederne la personalizzazione. “Possono scegliere modello e colore. L’officina è dotata di tutti i macchinari necessari per la sabbiatura del telaio e la verniciatura. Prima della consegna, l’eventuale proprietario può provarla e a quel punto è libero di acquistarla oppure no”. Negli anni, il progetto ha varcato persino le Alpi.

“Un manager di una multinazionale di Bruxelles ci chiamò per una bici col colore aziendale, un bel verde. Finì in palio in una riffa interna”. Il telefono squillò ancora quando il designer veneto di fama internazionale Maurizio Molin chiese “una bicicletta da rivestire con i vetri di Murano”.

Diventata opera d’arte, è esposta a Roma. Mezzi per il noleggio Negli anni, Piedelibero è diventato un brand “con campagne pubblicitarie e slogan che ricordano il piacere di andare in bicicletta, lo stato mentale dello stare in carcere e la transizione ecologica in corso”. Quegli slogan appaiono oggi su t-shirt e felpe in vendita online (segreteria®cooperativa ulisse.org).

Esempi? “I migliori vanno sempre controvento”, “Chi è libero dentro è libero ovunque”, “Il pensiero non ha catene”, “Sulla strada in piano sono bravi tutti”, “In salita e in discesa cambiano i rapporti”, “Il sudore non inquina”. 11 futuro? “A livello personale, vorrei che il progetto approdasse in quei territori dove la bicicletta è usata ogni giorno come mezzo di lavoro e non solo per le passeggiate domenicali”, dice Sciascia. Intanto, i 230 mezzi riciclati per La Comune torneranno sulle strade di Firenze in modalità noleggio.

“Il progetto coinvolge i privati, studenti o lavoratori che vogliono spostarsi con un mezzo proveniente da una filiera sicura a canone agevolato e da tenere per un periodo di sei mesi o un anno”. Pedalare a piedelibero diventa così un nuovo modo di vivere le strade cittadine, sapendo di essere in sella a un mezzo riciclato, nato da un progetto sociale amico dell’ambiente.