di Dmitrij Palagi*
facebook.com, 30 luglio 2025
“Se una persona si toglie la vita in carcere, a me non interessa”: lo ha detto un ascoltatore durante una rassegna stampa a cui ho partecipato stamani. Non mi ha sconvolto. Mi ha fatto arrabbiare. Non per lui, a cui auguro di non ritrovarsi mai in una condizione di bisogno intorno a persone con poca umanità. Ma per la società in cui viviamo, che rende pensabile, dicibile e apparentemente accettabile quel pensiero. Perché in carcere nella maggioranza dei casi si scarica quello che la società non sa affrontare. Avviene così in molti contesti di marginalità, povertà e malattia.
Per questo preoccupano alcune cose che abbiamo sentito ieri, durante il Consiglio comunale dedicato anche alla relazione della Commissione Politiche Sociali di Palazzo Vecchio. Il rischio è quello che il pubblico e la politica deleghino al volontariato, al terzo settore, al privato sociale, le loro responsabilità, la loro funzione.
L’espressione “professionisti del carcere” è infelice, perché rischia di rimuovere la generosità di chi si spende nella galassia della detenzione, ma evidenzia efficacemente una forma di privatizzazione diversa da quella statunitense, simile agli appalti che ci sono nel sistema sanitario e sociosanitario. Abbiamo proposto una Città senza carcere. Che, come obiettivo, ha il superamento della necessità della detenzione. È magari un’utopia, ma cambia il paradigma da cui si parte, negando alla radice il populismo penale.
Come si fa a evitare che una persona finisca in carcere? Partiamo dal contrasto alle dipendenze, dalla prevenzione nell’ambito della salute mentale, dal chiederci “come si fa a far stare bene una persona, prima che si arrivino a prescrivere dei farmaci”, dal risolvere l’emergenza abitativa, dal contrasto della dispersione scolastica. Insieme a questo finiremo per dover guardare ai luoghi in cui vivono le persone anziane, malate e non autosufficienti. Parleremo di condizioni di lavoro, di formazione e istruzione, di servizi pubblici. Scopriremo l’importanza di una Città pubblica. Che parte da ciò che rimuove, da quello che prova a scartare.
*Consigliere comunale a Firenze di Sinistra Progetto Comune











