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Ansa, 27 marzo 2015

 

Tra meno di una settimana, il 31 marzo, chiuderà l'Opg di Montelupo ma la struttura penitenziaria nella villa medicea dell'Ambrogiana dovrebbe continuare ad esistere, anche dopo l'uscita degli internati, ospitando detenuti a basso e medio indice di pericolosità, impiegati in attività lavorative, magari anche nella manutenzione dell'immobile.

È quanto sostiene il sindacato di polizia penitenziaria Cnpp della Toscana. Il Cnpp, attraverso il segretario regionale Stefania Cozzolino, rileva che negli ultimi anni per ristrutturare il sito penitenziario di Montelupo sono stati spesi "7,5 milioni di euro che hanno reso la zona detentiva perfettamente funzionante ed accogliente, pronta per ospitare 160 detenuti" e che "proprio in questi giorni è stato reso pubblico che le condizioni strutturali di alcune carceri toscane come Sollicciano, Pisa, Pistoia e altri sono pessime e che alcuni padiglioni dovranno chiudere per essere ristrutturati.

Quale migliore occasione per sfruttare un sito penitenziario come quello di Montelupo, perfettamente efficiente e funzionale?". In Cnn evidenzia poi che "l'eventuale chiusura dell'istituto di Montelupo porterebbe al licenziamento di circa 15 lavoratori dell'area sanitaria oltre che generare un enorme disagio per i circa 100 dipendenti del ministero della Giustizia, poliziotti e civili, che verrebbero assegnati ad altra sede.

A parte qualche breve accenno sulla sorte dei lavoratori nella giornata di ieri - conclude il Cnpp, il Dap continua a dimostrarsi sordo alle richieste di incontro delle organizzazioni sindacali: non possiamo e non vogliamo credere che i giochi e gli accordi sono già fatti e che non ci sia più niente da fare poiché siamo convinti che la nostra partecipazione nei processi decisionali unita alla trasparenza dell'azione del Governo, dell'Amministrazione penitenziaria e delle Istituzioni regionali e locali possa portare ad una soluzione del problema condivisa che accontenti tutti".

 

Cgil: no a proroghe per chiusura Opg

 

"Non è accettabile né giustificabile una proroga alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Per questo se necessario, come previsto in modo chiaro dalla legge, il governo può commissariare le Regioni che, a pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, non sono ancora pronte ad accogliere i propri cittadini internati.

Non sarebbe una punizione ma un atto di responsabilità, visto che in molte realtà sono state trovate soluzioni, seppur transitorie". Così Stefano Cecconi, responsabile Salute della Cgil nazionale e tra i promotori di Stop Opg, interviene nel giorno in cui si riunisce l'organismo di monitoraggio per la chiusura degli Opg, presieduto dal sottosegretario De Filippo.

"Ritardi, incongruenze e difficoltà sono fisiologiche per una riforma di questa portata - continua Cecconi - ma non la possono fermare. Serve una forte regia nazionale per attuare la legge 81/2014, norma che - spiega concludendo il dirigente sindacale - ha spostato il baricentro degli interventi per il superamento degli Opg dalle strutture (le Rems) ai percorsi di cura e inclusione sociale per ogni persona".