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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 16 febbraio 2024

Accolti i ricorsi. Chiesta l’autopsia del detenuto morto per escludere cause violente. Altri sei detenuti di Sollicciano hanno ottenuto uno sconto di pena a causa delle condizioni “disumane e degradanti” del penitenziario fiorentino e delle celle in cui sono ospitati. A stabilirlo è stato il tribunale che ha accolto i ricorsi degli avvocati dei reclusi, proprio come era successo nell’ormai nota sentenza nei confronti di un detenuto che ha ottenuto 312 giorni di sconto di pena, sempre per la medesima ragiona relativa all’inospitalità dell’istituto.

Nello specifico, gli altri reclusi hanno ottenuto sconti di pena di 257 giorni in un caso, 99 in un altro, e poi 73, 60, 63 e 51. Sconti inferiori rispetto alla sentenza più nota, ma che comunque denotano le forti criticità di Sollicciano e, soprattutto, continuano a rappresentare un precedente in virtù del quale molti altri detenuti potrebbero tentare lo stesso ricorso nei confronti dell’amministrazione penitenziaria. E non a caso, l’assoAltro Diritto, sta lavorando con i suoi operatori giuristi all’interno del carcere per promuovere un ricorso collettivo di circa duecento detenuti, quelli cioè che dimorano nelle stesse sezioni in cui vivono i carcerati che hanno vinto i ricorsi in questione.

Una condizione critica, quella in cui verso il penitenziario fiorentino. Nelle ultime ore, c’è stato un importante allagamento di alcune sezioni. Acque nere hanno ricoperto per qualche ora la pavimentazione di alcune celle, di alcuni corridoi e di alcune scale per accedere ai piani del carcere.

Ma c’è un altro caso che sta facendo parlare di Sollicciano in questi giorni. Si tratta del decesso di un detenuto serbo 51enne, morto mercoledì mattina all’ospedale di Careggi in seguito a problemi cardiologici che erano cominciati nella sua cella circa due settimane prima, motivo per cui era stato trasportato in ospedale. I familiari del detenuto, tramite l’avvocato Francesco Del Pasqua, hanno già presentato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di procedere con l’autopsia: una scelta arrivata anche in conseguenza delle lettere che il detenuto avrebbe inviato ai prociazione pri familiari nei giorni precedenti il malore, in cui si parlava di risse scoppiate nel penitenziario e di numerosi episodi di violenza, con alcune accuse di percosse. Da qui il dubbio per i familiari che il loro congiunto possa essere stato vittima di percosse che abbiano causato il malore risultato poi fatale.

L’uomo era stato arrestato a inizio gennaio in esecuzione di misura cautelare, con l’accusa di rapina e i primi malori risalgono alla fine di gennaio, quando un compagno di cella, accorgendosi del suo stato precario di salute, si era rivolto al personale del carcere. La tac fatta in ospedale non aveva comunque riportato traumi riconducibili ad azioni violente.