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di Valentina Marotta

Corriere Fiorentino, 26 luglio 2025

L’Asl: presto un incontro per trovare la nuova sede, nel penitenziario o altrove. Dopo sei giorni passati con l’acqua alle caviglie, 5 detenuti psichiatrici di Sollicciano sono stati trasferiti provvisoriamente in un’altra sezione. Ma presto si dovrà deciderne la destinazione: rimettendo a posto la sezione danneggiata o in una diversa struttura. Per sei giorni costretti a vivere in celle allagate, senza avere la possibilità di uscire nel reparto “Articolazione tutela salute mentale”. Segregati, senza la possibilità di fruire di un’ora d’aria, a causa di cinque centimetri di acqua sul pavimento e una pioggia costante dal soffitto, probabilmente per un tubo rotto.

Fino a ieri. La svolta forse è avvenuta dopo gli articoli del Corriere Fiorentino sul nuovo disastro nel carcere di Sollicciano. O forse perché un degente, giovedì sera, esasperato, in segno di protesta, ha inghiottito frammenti di vetro e piccole batterie, probabilmente estratte da una radio, ed è stato portato in ospedale, curato e poi dimesso. Lui e altri quattro detenuti con disturbi psichiatrici di una certa gravità sono stati trasferiti nella sezione “accoglienza” del carcere. Una sistemazione temporanea: manca l’area per le necessarie attività di riabilitazione anche se c’è un minuscolo giardino. “È una collocazione temporanea - dice Lorenzo Roti, direttore sanitario dell’Asl Centro - Presto ci sarà un incontro per individuare una nuova sede o all’interno di Sollicciano o in un altro istituto della regione”.

Difficile dire se i cinque degenti ritorneranno nella vecchia sezione Atsm e non solo a causa la durata dei lavori di ristrutturazione delle celle. Il reparto è dislocato su due piani: in quello superiore ci sono le celle, in quello inferiore la sala comune dove si svolgono le attività riabilitative. Lo spazio sembra inadeguato a garantire la sicurezza, perché è difficile la contemporanea presenza degli agenti della penitenziaria sui due livelli.

“È stato fatto il minimo indispensabile - dice Giancarlo Parissi, garante dei detenuti del Comune di Firenze, in costante contatto con il servizio sanitario dellacasa circondariale - Mi spaventa la durata dei lavori necessari per riparare il guasto e mettere tutto a norma”. Il 1 agosto incontrerà, con l’assessore al Sociale Nicola Paulesu, i vertici di Sollicciano. Un appuntamento già rinviato un paio di volte. “Capirò se c’è la seria intenzione di ripristinare la normalità nel carcere. Spero di incontrare la direttrice e il comandante della polizia penitenziaria”. E aggiunge: “Sollicciano è un enorme condominio in cui vivono mille abitanti: oltre 500 detenuti, circa 250 agenti di custodia, personale sanitario e volontari. Ma se si trascura per anni un palazzo di venti piani non si può sperare che la luce funzioni e non si guasti mai un tubo”.