di Laura Montanari
La Repubblica, 20 novembre 2019
Vaglia bloccati per la nuova direttiva che chiede la firma autenticata per il ritiro, rabbia dei reclusi. L'allarme del direttore del penitenziario: "Problemi di sicurezza, si deve intervenire". Un centinaio di vaglia postali giacciono parcheggiati al carcere di Sollicciano a Firenze. Contengono denaro che i detenuti vorrebbero riscattare, ma non possono. Sono una cinquantina quelli che sono rimasti al verde e non hanno nemmeno più i soldi per permettersi la "spesina" (piccoli acquisti che vanno dalla pasta al caffè).
"Una quindicina di detenuti da settembre non sta riscuotendo nemmeno la pensione" spiega il direttore di Sollicciano Fabio Prestopino. È stato lui a segnalare il problema in una lettera inviata al direttore dell'ufficio postale di Scandicci, alla prefetta Laura Lega, al presidente del tribunale di sorveglianza di Firenze e al garante per i detenuti: "Tutto nasce da una direttiva delle Poste che chiede per i prelievi o per altri servizi postali che devono essere delegati, di autenticare la firma attraverso un pubblico ufficiale".
Non sarebbe un ostacolo se non si trattasse di detenuti: "E poi non è chiaro se basta un addetto del Comune o se serve l'intervento del notaio" riprende il direttore che nella lettera scrive: "Rimane oscuro il motivo per cui Poste Italiane abbiano improvvisamente e senza alcuna comunicazione autonomamente adottato le procedure in parola senza verificare le ripercussioni sulla istituzione penitenziaria e soprattutto sulle persone detenute e sulle loro famiglie".
Un richiamo a risolvere rapidamente la questione viene dal garante regionale dei detenuti Franco Corleone: "Pensiamo se non sia il caso di far entrare in carcere un pubblico ufficiale del Comune". Il direttore di Sollicciano spiega che sono giacenti 140 vaglia postali inviati a beneficiari detenuti e rifiutati dall'ufficio postale di riferimento, cioè quello di Scandicci.
"Nell'evidenziare le possibili ripercussioni sull'ordine e sulla sicurezza interna a questo penitenziario, qualora perduri questa situazione,.. si sollecita l'ufficio postale a consentire l'immediato incasso di questi vaglia e il buon fine delle altre operazioni solitamente giacenti per conto delle persone detenute e nel contempo a volersi attivare per la comune individuazione di procedure".
Il direttore di Sollicciano chiede di sbloccare il nodo velocemente e aggiunge che da una verifica informale, risulterebbero soltanto due casi in Toscana di uffici postali che si attengono rigidamente a queste direttive, uno è Sollicciano, l'altro Livorno. In realtà, secondo altre fonti, il problema è generalizzato e vale per tutti gli istituti di pena.
Intanto a Sollicciano crescono i malumori fra i detenuti già alle prese con le infiltrazioni di umidità di una struttura che nei giorni scorsi ha dovuto chiudere uno dei corridoi della sezione maschile perché si era allagata per la pioggia.










