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La Nazione, 2 luglio 2026

L’uomo è entrato in carcere dopo aver avuto un ictus. Le sue condizioni di salute erano peggiorate. Portato in ospedale è deceduto per meningite. Un altro detenuto morto in carcere. È accaduto a Solliciano dove è moto un detenuto, italiano di 75 anni, rinchiuso in cella a metà giugno per scontare una condanna a quattro anni di reclusione. L’uomo, poco prima di entrare in carcere, era stato colpito da un ictus che gli aveva provocato la paralisi di un braccio e diverse conseguenze sul piano fisico. Domenica l’anziano si è sentito male nella sua cella, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, dove è morto per meningite.

Il dramma - La notizia è riportata dal “Corriere Fiorentino”. A raccontare il fatto e gli ultimi giorni dell’uomo sono stati i volontari di Pantagruel che lo avevano incontrato nel penitenziario dopo il suo ingresso. “Gli ho portato dei vestiti - ha raccontato Stefano Cecconi al ‘Corriere Fiorentino’ - Aveva un braccio paralizzato a causa dell’ictus e i polpacci e gli stinchi erano praticamente neri, tra cicatrici e problemi di circolazione sanguigna. Lui diceva di non stare malissimo, forse anche grazie alla disponibilità degli agenti di polizia penitenziaria, degli infermieri e dei volontari”. Le sue condizioni sono, però, peggiorate rapidamente. Sabato, tornando a trovarlo, il volontario dell’associazione si è sentito rispondere che non era opportuno entrare perché il detenuto non riusciva più ad alzarsi dal letto oppure, quando tentava di farlo, cadeva quasi subito.

“Forse sarebbe stato il caso di disporre un ricovero immediato, anche considerando il caldo torrido di questi giorni e quello ancora più torrido dentro il carcere di Sollicciano”. Il giorno successivo è arrivato il malore, quindi il trasferimento in ospedale e infine il decesso. L’uomo viveva da solo in un alloggio del Comune di Fiesole e aveva come unico familiare una cugina. Ha sempre vissuto a Compiobbi ed era conosciuto dalle associazioni di volontariato della zona.

Il quadro clinico - Sulla morte del detenuto resta ora da chiarire se il suo quadro clinico fosse compatibile con la permanenza in carcere e se le sue condizioni avrebbero richiesto un ricovero ospedaliero anticipato o misure alternative alla detenzione. Nel frattempo, dopo il sequestro delle sezioni a causa delle condizioni fatiscenti, continua il trasferimento di oltre cento reclusi da Sollicciano ad altri istituti della Toscana.

Le reazioni - “È morto un detenuto di 75 anni, entrato in carcere solo poche settimane fa con gravi problemi di salute, essendo già stato vittima di un ictus - ha detto il deputato e segretario del Partito democratico di Firenze, Federico Gianassi - Le temperature sono fuori controllo, il sovraffollamento è insostenibile, le strutture sono fatiscenti e la stessa polizia penitenziaria è costretta a operare in condizioni difficilissime. Oggi Sollicciano rappresenta l’emblema del fallimento dello Stato democratico”.