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di Matteo Lignelli

La Repubblica, 6 luglio 2024

Il presidente della Camera penale invita il ministro Nordio e la presidente Meloni. “Se lo Stato non riesce a garantire la vita delle persone allora è responsabile della loro morte”. “Sollicciano è un inferno”. Su questo sono d’accordo tutti quelli che prendono la parola fuori dal carcere dove si è tolto la vita Fedi, detenuto di 20 anni di origini tunisine. Il 54esimo suicidio nelle carceri italiane del 2024, un gesto estremo che ha fatto da detonatore per la rivolta dei detenuti di Sollicciano, sedata questa mattina, 5 luglio. I reclusi hanno incendiato lenzuola e materassi gridando di essere trattati “come animali” e uno dei loro (poi ritrovato) era stato perso di vista dopo essere salito sul tetto.

“Invito il ministro della giustizia Carlo Nordio e la premier Giorgia Meloni a passare un’intera giornata con me a Sollicciano” è l’appello di Luca Maggiora, presidente della Camera penale. “Se lo Stato non riesce a garantire la vita delle persone allora è responsabile della loro morte”. “Le condizioni strutturali di Sollicciano sono drammatiche” ribadisce la nuova sindaca di Firenze, Sara Funaro, che ha incontrato la direttrice della struttura. Insieme a lei Andrea Giorgio, Emiliano Fossi e il deputato Federico Gianassi. “Sollicciano deve essere rifatto completamente, ma nel frattempo servono interventi. I lavori iniziati sono fermi dal febbraio del 2023” aggiunge Funaro. “Sono stati inviati nuovi agenti, è vero, ma i numeri tra le uscite e le entrate restano comunque in deficit. Il governo deve intervenire”.

A Firenze nasce un comitato civico - E a proposito del governo, “il provvedimento uscito nei giorni scorsi non risolve assolutamente il sovraffollamento: vuol dire che non si è capito qual è l’emergenza” denuncia il garante dei detenuti di Firenze, Eros Cruccolini. Nelle bozze del decreto si parla di “semplificazione e velocizzazione delle procedure per la libertà anticipata” e di misure per il reinserimento sociale. “Noi crediamo nel tema dell’indulto e dell’amnistia” dice Cruccolini. “L’indulto di due anni porterebbe fuori 15 mila persone dalle carceri, che sono il sovrannumero attuale; l’amnistia interviene per non fare entrare altri detenuti, stabilendo che per reati con al massimo due anni di pena non si entri in carcere. Facciamo un appello a tutti i parlamentari fiorentini per portare questa proposta al Parlamento”. Cruccolini annuncia poi la nascita “di un comitato civico a Firenze per l’emergenza Sollicciano: sarà in collegamento con tutti gli altri istituti carcerari affinché ci sia una forte integrazione tra chi si occupa di carceri, le associazioni che lavorano per le persone detenute e i cittadini”.

La protesta di un gruppo di manifestanti - “Non si può vivere con carceri che portano al suicidio un ragazzo di 20 anni e alla protesta di più di 80 detenuti”. Quando arriva il turno di Andrea Quartini, deputato dei 5 Stelle, i politici presenti vengono sommersi dalle grida di un gruppo di manifestanti che protestano contro il degrado: “Riattaccate l’acqua e spegnete il riscaldamento”. Attimi di tensione con la sindaca Funaro scortata via dal carcere. Un gruppo con alcuni parenti e amici dei detenuti, in cui le forze dell’ordine hanno riconosciuto anche ex occupanti di viale Corsica.

“Siamo la Regione che già dal 1786 abolì la pena di morte, la tortura, l’esproprio dei beni ai carcerati. Lo Stato deve fare la sua parte” commenta il governatore Eugenio Giani. Sul suicidio di Fed interviene anche l’arcivescovo Gherardo Gambelli: “Non possiamo continuare ad accettare che tante persone disperate si tolgano la vita in carcere. Devono essere rispettati i diritti umani e la dignità delle persone, e non sia tolta la speranza della redenzione”.