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di Niccolò Gramigni

La Nazione, 3 novembre 2026

Il Garante dei detenuti: “Mi aspetto un’apertura al dialogo: siamo ripiombati nel buio più totale, speravo che l’amministrazione comunale potesse dar mano e invece mi sembra che ci siamo assuefatti allo status quo”. Sul tavolo inter-direzionale sul carcere di Sollicciano “io non capisco l’operatiità”. L’affondo è del garante dei detenuti di Firenze Giancarlo Parissi che, intervistato da Novaradio, chiede una maggiore chiarezza e operatività su quello che è il tavolo che deve discutere delle problematiche della struttura, insieme a Comune di Firenze, direzione carcere, Società della salute, Ufficio esecuzione pene esterne. Non ci sono “novità concrete”, afferma Parissi. Nella mia ingenuità avevo riposto in questo tavolo e nei suoi lavori delle discrete speranze, devo dire che il treno di queste speranze si è ridotto a mezzo vagone.

Tornerò ad occuparmi di questioni che hanno a che fare semplicemente con lo stato delle celle, con lo stato del sovraffollamento, con una situazione al femminile dal punto di vista dei diritti all’istruzione e della frequenza della scuola più che allarmante e discriminatoria”.

Parissi pone l’accento anche sulla frequenza con cui si riunisce il tavolo: “La modalità di conduzione dell’ultimo tavolo da parte del Comune non l’ho molto capita - spiega Parissi -. Ci vediamo tre volte l’anno. Io ci vedo molta facciata e propaganda. Inoltre all’ultimo tavolo la direttrice è stata dieci minuti per cortesia, poi si è alzata perché aveva da fare.

Io mi aspetto un’apertura al dialogo, un’apertura alla chiarezza: siamo ripiombati nel buio più totale da diversi punti di vista, speravo che l’amministrazione comunale potesse dar mano a squarciare questo buio e invece mi sembra che ci siamo assuefatti allo status quo”. Di tutto questo, conclude il garante dei detenuti di Firenze, “non ho ancora avuto il modo di poter parlare direttamente con l’assessore Paulesu”.