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di Luca Serranò

La Repubblica, 5 gennaio 2025

Il detenuto, trovato impiccato in cella, era inserito nel centro clinico. L’assessore Paulesu: “Nessuna dignità”. Il Sappe: “Siamo al collasso”. “Già in passato aveva posto in essere gesti autolesionistici, pertanto era stato inserito nel reparto Centro clinico. Purtroppo la situazione degli istituti penitenziari toscani è al collasso, soprattutto nell’Istituto fiorentino”. Monta la polemica sul dramma del detenuto egiziano di 25 anni che venerdì pomeriggio si è tolto la vita - come altri prima di lui - in una cella del carcere di Sollicciano. Una tragedia su cui sono ancora in corso gli accertamenti della procura, ma che torna a testimoniare le condizioni del sistema penitenziario, come denunciato, tra gli altri, dal segretario per la Toscana del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, Francesco Oliviero: “Da tempo chiediamo interventi risolutivi all’amministrazione penitenziaria a livello locale e nazionale - aggiunge - incremento del personale, ma soprattutto progetti e percorsi rieducativi. Purtroppo, ad oggi dobbiamo constatare che le nostre richieste cadono nel vuoto”.

Non sono solo i sindacati della penitenziaria a insorgere, e a chiedere un cambiamento radicale. Di carcere “del tutto inadeguato per le funzioni che deve svolgere. inaccettabile per Firenze”, parla l’assessore al welfare, Nicola Paulesu: “La commissione politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali è al lavoro per approfondire e relazionare in consiglio comunale in merito all’attuale stato di Sollicciano - commenta - Per l’amministrazione, Sollicciano va completamente riformato, non ha le condizioni minime di dignità per chi sta scontando una pena e per quelli che ci lavorano. Questa realtà riemerge prepotentemente in conseguenza di eventi tragici, ed ogni volta si conferma che Sollicciano non è conforme ai livelli minimi di dignità umana richiesti dalla Costituzione. Se non riusciremo a creare condizioni di vita accettabili ci saranno ancora morti e qualsiasi percorso di rieducazione non sarà possibile”.

Dolore, ma anche sconcerto per l’ennesima vita spezzata mentre si trovava nelle mani dello Stato, viene espresso tra gli altri dal governatore della Toscana, Eugenio Giani: “Sono rimasto molto colpito, sono veramente troppi i suicidi nelle carceri italiane. Noi ci dobbiamo preoccupare delle nostre, in Toscana, chiederò un incontro al ministro della Giustizia perché si possa dare il senso di una svolta da un punto di vista delle condizioni carcerarie. Non possiamo essere passivi”.

A riflettere sull’ennesima tragedia a Sollicciano, infine, anche Enzo Brogi, esponente Pd ed ex presidente del Corecom, che a lungo si è occupato dei diritti dei detenuti: “Carceri come l’inferno di Sollicciano non hanno alcuna valenza né di pena, né di riabilitazione, solo vendetta - dice Brogi - Celle anguste, sovraffollate, torride in estate, umide e fredde in inverno, muffa, scarafaggi, topi. La detenzione così non serve a niente se non a moltiplicare casi di disperazione, rabbia e disgrazie. Un carcere che non può che essere chiuso”. E conclude: “Per drammatico paradosso fa ancora bella mostra all’ingresso la targa “nuovo complesso penitenziario”.