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di Antonio Passanese

La Nazione, 18 giugno 2026

La procuratrice Pieri ascoltata dalla Quarta Commissione del Comune “Con la presidente del Tribunale abbiamo chiesto un incontro a Giani”. Venticinque ragazzi detenuti in una struttura che potrebbe ospitarne diciassette. È il dato emerso durante l’audizione della procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Roberta Pieri, ascoltata dalla Quarta Commissione consiliare di Palazzo Vecchio. Un sovraffollamento pari al 141% che, secondo quanto emerso nel confronto, rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un sistema che fatica a intercettare e gestire il disagio minorile.

L’incontro ha ripreso i temi già sollevati dal Gruppo Foucault e dalla relazione sulla visita effettuata all’istituto penale minorile Meucci nell’aprile scorso. Il quadro delineato dalla procuratrice è quello di una rete di accoglienza incompleta, nella quale manca un tassello considerato fondamentale: una comunità filtro capace di valutare, attraverso un’équipe multidisciplinare, il percorso più adatto per ogni minore prima dell’inserimento in una struttura educativa.

A Firenze questa funzione era svolta dalla Comunità Trilly, chiusa dopo un incendio e mai sostituita. “Il minore, spesso con disagi psichici o dipendenze da alcol e droga, finisce in una comunità inadeguata, scappa, la Procura è costretta a chiedere l’aggravamento della misura e il continuo spostamento compromette ogni progetto educativo”, ha spiegato Pieri. Secondo il capogruppo di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, una soluzione esiste già. Il Coordinamento nazionale delle comunità per minori ha infatti elaborato uno studio che prevede due moduli filtro, uno sanitario e uno socioeducativo. “La Toscana non li ha ancora realizzati e questo ritardo della Regione è diventato il cuore politico della vicenda”, sostiene Palagi.

La procuratrice ha inoltre riferito che, insieme alla presidente del Tribunale per i Minorenni, aveva chiesto nel febbraio scorso un incontro al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “La risposta è arrivata soltanto questa settimana. È stato aperto un tavolo interlocutorio attraverso il quale speriamo di trovare le soluzioni necessarie”, ha spiegato. Particolarmente delicata la situazione dei giovani detenuti, molti dei quali hanno alle spalle percorsi di migrazione forzata, sfruttamento e traumi. “Non è possibile trattare questi ragazzi con gli stessi strumenti pensati per chi ha avuto tutt’altra infanzia”, ha osservato Pieri, ricordando come le neuroscienze evidenzino che lo sviluppo cerebrale non sia completo prima dei ventuno anni.

Tra le criticità segnalate anche il passaggio di alcuni giovani dal circuito minorile a quello degli adulti. Sebbene la legge consenta di restare nel sistema minorile fino a 25 anni per reati commessi da minorenni, questa possibilità non sempre viene applicata e alcuni ragazzi finiscono nel carcere di Sollicciano, perdendo percorsi educativi e tutele specifiche. Per affrontare l’emergenza, la Quarta Commissione propone ora la creazione di un tavolo istituzionale permanente che coinvolga Comune di Firenze, Regione, Tribunale e Procura per i minorenni, Istituto degli Innocenti e strutture di accoglienza. Un coordinamento che viene richiesto da tempo e che potrebbe rappresentare il primo passo per costruire una risposta condivisa a un disagio che oggi continua a finire dietro le sbarre.