di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 13 febbraio 2026
Una sessantina all’incontro con Pantagruel. Boom di iscritti al corso per diventare volontari dentro il carcere di Sollicciano. Sono arrivati in quasi sessanta, nei giorni scorsi, per il primo incontro promosso dall’associazione Pantagruel con l’intento di formare persone che possano entrare nel penitenziario fiorentino per ascoltare i bisogni dei detenuti, parlare con loro e tentare di aiutarli nelle questioni quotidiane. Una partecipazione inaspettata e probabilmente, come spiegato dalla presidente dell’associazione Fatima Ben Hijji, spinta anche dal drammatico peggioramento delle condizioni di vita dentro il carcere.
“Se dovessimo trovare una notizia positiva nelle difficoltà che vivono quotidianamente i reclusi di Sollicciano, è proprio questa grande e inattesa partecipazione. Significa che tante persone hanno a cuore il destino dei carcerati”. Tra i volontari uomini e donne, alcuni anziani e altri molto giovani. Camilla ha 21 anni: “Ho una grande sensibilità per il tema carcere - racconta - perché quando avevo meno di 10 anni ho frequentato una struttura per detenuti in semilibertà portata avanti da un sacerdote”. Con loro Camilla ha sviluppato un rapporto molto speciale: “Erano persone che nella vita avevano fatto errori importanti, ma chi di noi non fa errori.
Erano persone con cui potevo parlare liberamente. Avevo un rapporto difficile con mio padre e loro mi facevano sentire protetta, non ho mai avuto un pregiudizio nei loro confronti”. Arrivata alla maggiore età, Camilla si è avvicinata alle notizie che parlavano di carcere e ha scoperto con grande dispiacere le condizioni di Sollicciano: “Ho letto che il carcere è sovraffollato, che i detenuti soffrono il freddo, che vivono in celle fatiscenti”.
È poi rimasta molto soddisfatta dei primi due incontri con l’associazione Pantagruel: “Sono state riunione molto importanti, il cui obiettivo è formare nuovi volontari. Il mio sogno sarebbe quello di entrare a Sollicciano per aiutare quelle persone private della loro libertà, fornire loro una voce amica e un supporto relazionale, proprio come quei detenuti hanno fatto con me anni fa”. Maddalena, 25 anni, studia filosofia politica: “Credo sia un dovere morale in quanto esseri umani volgere lo sguardo verso queste situazioni di disagio”.
Maddalena, già attivista per la Ong Mediterranea con cui è stata in Ucraina, ha una particolare sensibilità anche per il mondo del carcere: “Siamo ormai tutti consapevoli di come si vive dentro Sollicciano, soprattutto d’inverno con il freddo nelle celle. Mia madre ha insegnato come professoressa in carcere e io ho letto testi come Carcere e fabbrica: alle origini del sistema penitenziario e Aboliamo le prigioni?. Tutto questo mi ha predisposta a partecipare a questo corso per diventare volontaria a Sollicciano”. Tra gli ospiti dei corsi di Pantagruel, anche la direttrice di Sollicciano Valeria Vitrani e il garante comunale dei detenuti Giancarlo Parissi.









