sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Valentina Marotta

Corriere Fiorentino, 20 luglio 2024

I controlli (14 giorni dopo) disposti dal pm. Ora nel resto del carcere. Nessuna cimice, nessun topo. E nemmeno una blatta. Nella cella 18 del carcere di Sollicciano, dove Fedi Ben Sassi scontava la pena e si è tolto la vita il 4 luglio, non vi è traccia di parassiti e di roditori. È quanto emerge da un sopralluogo eseguito, su incarico della Procura fiorentina, il 18 luglio dalla Synema sas, la ditta a cui il ministero della giustizia ha affidato in appalto la disinfestazione e la derattizzazione della casa circondariale di Firenze. L’accertamento è stato disposto dalla pm Ornella Galeotti nell’ambito dell’inchiesta aperta per il suicidio del giovane di 20 anni che si è impiccato annodando le lenzuola. Ma è solo il primo passo: adesso saranno ispezionate anche le celle delle altre sezioni.

Il ragazzo, nel febbraio scorso, aveva protestato per le condizioni di vita degradanti nella struttura e, assistito dal professore Emilio Santoro del Centro di documentazione Altro Diritto, aveva presentato un reclamo al Tribunale di Sorveglianza per chiedere il “ripristino delle condizioni di salubrità in cella, in cucina e nei bagni”. Aveva seguito l’esempio di altri detenuti che invece erano riusciti ad ottenere uno sconto di pena.

Fedi, in cinque pagine aveva raccontato la sua vita nella cella della sezione 2 Giudiziaria, aveva denunciato la presenza di ratti nella sezione e nella cella: dopo aver catturato in una bottiglia un esemplare lo aveva mostrato agli agenti e al personale medico nel novembre 2023. Aveva lamentato di essere stato morso anche dalle cimici, si legge nel reclamo, annidate nei materassi, nei tessuti, nelle crepe delle pareti. E quell’attacco, gli aveva provocato lesioni, gonfiore e prurito.

Nei giorni scorsi, la Procura ha disposto l’accertamento per verificare in quali condizioni vivesse Fedi. Dopo la morte del ragazzo e la protesta che ne è seguita, la cella è rimasta chiusa, fino al 18, proprio perché prima gli investigatori della polizia scientifica e poi i tecnici della Synema potessero svolgere indagini e ispezioni. E se le indagini e l’autopsia hanno confermato che Fedi si è tolto la vita e non ha subito alcun tipo di violenza fisica da parte di terzi, per capire cosa ha scatenato il gesto, è stato necessario controllare anche il luogo dove ha vissuto gli ultimi tempi. Due giorni fa, sono entrati in azione i tecnici della ditta di disinfestazione. Per un’ora, hanno analizzato centimetro per centimetro quella stanzetta. Sul pavimento, sui balconi e sulla mobilia della cucina ancora prodotti alimentari e suppellettili distrutte. Gli specialisti hanno controllato il telaio dei letti, la mobilia, i due materassi e il cuscino, anche spruzzando un “insetticida stanante” ma non hanno trovato cimici vive.

Hanno passato al vaglio anche le pareti, comprese le crepe, le scaglie di tinta sovrapposte e lo spazio sotto i poster: è stata rilevata la presenza di escrementi vecchi, ma non recenti. E anche qui, nessun parassita vivo. Non è stata rilevata la presenza di topi e scarafaggi. I tecnici hanno trovato moscini delle fognature e della frutta. Nelle prossime settimane, i controlli scatteranno per le altre celle. Ieri sera intanto, proprio sotto il carcere, in centinaia hanno partecipato al presidio organizzato da Sinistra Progetto Comune in solidarietà ai detenuti.