di Francesco Benvenuti
Corriere Fiorentino, 5 gennaio 2025
Nonostante la nomina di due nuovi vicedirettori per coprire l’assenza della direttrice penitenziaria Antonella Tuoni e il grido d’allarme dell’istituzioni territoriali ad intervenire sulle croniche criticità della struttura (sovraffollamento, degrado e violenza) il 2025 del carcere fiorentino di Sollicciano si apre tristemente così come si era concluso, con la prima vittima dell’anno in Toscana. Nella serata di venerdì infatti gli agenti penitenziari hanno trovato un detenuto egiziano di 25 anni, che già in passato aveva tentato gesti autolesionistici, impiccato dentro la sua cella. Un suicidio che, a pochi giorni dal monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scuote nuovamente (l’ultima vittima, un 28enne somalo, risale al 22 dicembre) la comunità penitenziaria e la politica locale, spingendo il governatore toscano, Eugenio Giani, a chiedere un incontro urgente al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario già in estate di una lettera-appello.
L’istituto fiorentino, infatti, da anni è tra le carceri più in difficoltà a livello nazionale a causa del sovraffollamento (497 posti disponibili, 135 inagibili, a fronte di 535 detenuti) e delle gravi condizioni della struttura (infiltrazioni, luce ridotta, scarse condizioni igieniche) che insieme all’assenza di percorsi rieducativi provocano spesso atti di violenza e suicidi.
“È un carcere del tutto inadeguato per le funzioni che deve svolgere, inaccettabile per Firenze. Per l’amministrazione, lo abbiamo detto molte volte, va completamente riformato, non ha le condizioni minime di dignità per chi sta scontando una pena e per quelli che ci lavorano: non è conforme ai livelli minimi di dignità umana richiesti dalla Costituzione”, sottolinea l’assessore al Welfare, Nicola Paulesu, in attesa della relazione sullo stato del penitenziario chiesta alla commissione Politiche sociali e della salute.
“Sono veramente troppi i suicidi nelle carceri: chiederò un incontro al ministro della Giustizia perché si possa dare il senso di una svolta da un punto di vista delle condizioni carcerarie”, annuncia Giani ricordando che “non possiamo essere passivi rispetto alla situazione che vediamo, dobbiamo conoscerla meglio e concentrare risorse perché questo stato di disagio possa trovare un alleggerimento”.
Preoccupazione anche da parte del segretario regionale del Sappe, Francesco Oliviero, secondo cui “la situazione degli istituti penitenziari toscani è al collasso, soprattutto a Firenze dove da anni non vi sono progetti rieducativi veri ed efficaci”. In questo scenario anche gli agenti penitenziari operano con grande difficoltà. “Da tempo chiediamo interventi risolutivi all’amministrazione penitenziaria ma dobbiamo constatare che le nostre richieste cadono nel vuoto”. Insomma, conclude il garante regionale dei diritti dei detenuti, Giuseppe Fanfani, “quanto accaduto purtroppo non mi meraviglia. Sono anni che dico che Sollicciano va chiuso perché è inumano e indecoroso”.










