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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 21 giugno 2024

Don Gherardo Gambelli saluta i detenuti di Sollicciano prima di essere ordinato arcivescovo di Firenze nella cattedrale di Santa Maria del Fiore nel giorno di San Giovanni. Un saluto commosso e partecipato, quello che ieri pomeriggio si è tenuto nel penitenziario fiorentino, che ha segnato la fine del servizio tenuto da Gambelli come cappellano del carcere. Un saluto, una preghiera e la consegna ai reclusi della Bibbia. “La consegna della Bibbia - ha detto Gambelli - è un momento significativo perché la parola di Dio viene offerta come qualcosa che nutre il cammino di fede delle persone, che nella parola di Dio trovano una luce e una forza che permette loro di sostenere la prova difficile della detenzione”.

Circa una cinquantina i detenuti presenti, oltre alla direttrice Antonella Tuoni e alcuni agenti: “Quando c’è un cuore riempito dall’amore di Dio, questo diventa motivo per sperare perché, come ha detto Papa Francesco, se si chiude la speranza in carcere non c’è futuro per la società”. I detenuti, oltre ad ascoltare, hanno incoraggiato Gambelli nel suo nuovo ruolo di arcivescovo: “Incoraggiamento per me importante”. Poi Gambelli ha promesso maggiore attenzione della diocesi verso il mondo del carcere: “Come da tradizione sarò presente a Sollicciano per la messa di Natale e nel giorno di giovedì santo, ma vorrei potenziare la presenza dei volontari della diocesi, quelli del cammino neocatecumenale, di Sant’Egidio e della Caritas”.

Parole particolarmente importanti, quelle di don Gambelli, viste anche le condizioni del penitenziario fiorentino, che rimangono precarie soprattutto dal punto di vista strutturale e architettonico, con celle umide piene di infiltrazioni nonostante alcuni lavori partiti. E ambienti molto caldi d’estate e molto freddi d’inverno. “In questo periodo fa caldo e la detenzione diventa ancora più difficile”. Gambelli ha parlato anche della questione del sovraffollamento e della “mancanza di agenti”, oltre a sottolineare il problema della rieducazione in carcere su cui “serve una grande attenzione da parte di tutti”.

I lavori che dovrebbero garantire un futuro più dignitoso a Sollicciano, però, nella grande maggioranza dei progetti previsti, non sono mai partiti nonostante l’annuncio da parte del Governo, ormai qualche anno fa, e dello stanziamento di circa 7 milioni per la ristrutturazione. Una situazione che, nei mesi scorsi, aveva denunciato pubblicamente anche la direttrice del carcere e su cui ancora c’è profonda incertezza, oltre alle poche parole da parte del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Condizioni difficili che si traducono anche nei tanti atti di autolesionismo tra i reclusi, oltre che i vari suicidi che si sono verificati negli ultimi anni, che fanno di Sollicciano una delle carceri con più casi. Al posto di Gambelli arriverà adesso un altro cappellano, ma ancora non c’è il nome, che sarà comunicato nei prossimi giorni.