di Michele Bocci
La Repubblica, 14 ottobre 2019
Il Garante dei detenuti dopo l'allarme lanciato dal sindacato degli agenti. "Solo migliorando la vita di chi è in carcere si allenta la tensione". "Lo diciamo da tempo che la situazione è problematica ma abbiamo anche idee per migliorare le cose".
Eros Cruccolini è il garante dei detenuti del Comune di Firenze e su Sollicciano parte da un punto di vista affine a quello dei sindacati della polizia penitenziaria, che venerdì scorso hanno parlato di carcere più pericoloso d'Italia, di rischio sommosse, di violenze dei detenuti. Poi però, su come risolvere le cose, Cruccolini ha suoi punti di vista.
"Va intanto detto che Comune e Regione hanno fatto anche più della loro parte per migliorare la situazione. Praticamente tutte le attività che ci sono dentro, ad esempio sul piano culturale, sono nate grazie ai due enti". Cruccolini cita un progetto particolarmente interessante. "Quello riguardo alla certificazione delle competenze - spiega. Se un detenuto lavora dentro, magari in cucina o alla manutenzione, ottiene un certificato di formazione. La può presentare come curriculum quando affronta un reinserimento".
Per il garante il lavoro ha anche un valore fondamentale sul piano del reinserimento ed è un elemento importante per ridurre l'aggressività. "Rappresenta un antidoto rispetto ad atti di autolesionismo e aggressioni. Lavorare rende le persone più soddisfatte e rilassate. Anzi, faccio un appello al mondo degli industriali e della cooperazione sociale per dare impieghi ai detenuti".
Il lavoro e le altre attività svolgono un ruolo importantissimo, spiega Cruccolini "anche perché tengono i detenuti lontano dalla cella. Meno ci stanno meglio è, anche per ridurre l'aggressività nei confronti della polizia penitenziaria. Intanto invece stanno troppo chiusi nelle loro celle. Ad esempio chi è in attesa di giudizio ci trascorre anche 20 ore su 24".
Il tutto in una situazione di sovraffollamento preoccupante. "E noi su questo problema condividiamo le riflessioni che fa il sindacato. Potremmo mettere insieme le forze per sollecitare il ministro della Giustizia e il dipartimento a prendere provvedimenti che decongestionino il carcere". Tra le idee di Cruccolini per umanizzare Sollicciano e rendere meno tesa la situazione interna c'è anche quella delle telefonate.
"Una persona che non ha figlio può fare soltanto 4 chiamate al giorno. In Francia hanno sperimentato in un carcere la messa a disposizione di apparecchi nelle celle. I risultati sono stati così buoni che l'esperienza è stata allargata agli altri penitenziari. Ripeto, migliorando le condizioni di vita di chi è dentro per una condanna fa migliorare anche il rapporto con chi nel carcere ci lavora". Presto saranno fatti dei lavori per migliorare la pesante situazione strutturale del carcere. Con interventi per installare pannelli fotovoltaici e cambiare gli infissi.
"Io vorrei riprendere la provocazione del sindaco Nardella, che il 15 di agosto parlava di buttare giù e rifare Sollicciano - dice Cruccoli. Bene, visto che accanto ci sono dei terreni, penso sia ipotizzabile fare un padiglione ex novo. Con le caratteristiche strutturali giuste, e quindi senza le celle strette nelle quali sono costretti oggi i detenuti. Con delle aree per mangiare da 20-25 persone, con spazi adatti al lavoro e alle varie attività, cosicché in cella ci si vada solo per dormire".










