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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 27 luglio 2025

In Consiglio comunale la relazione della commissione. Più di 100 celle inagibili, con fino a sette detenuti per cella, alcuni dei quali costretti a dormire su materassi posati per terra. Lo dice la relazione della commissione delle Politiche sociali del Comune su Sollicciano: un carcere che, dice quel dossier, cade a pezzi. Nelle celle di Sollicciano “spesso si trovano a convivere sei o sette persone in spazi pensati e progettati per quattro, con meno di quattro metri quadrati a disposizione per ciascun individuo, anche con materassi a terra, in violazione degli standard europei”.

È impietoso il contenuto della relazione su Sollicciano che la commissione politiche sociali presenterà domani in Consiglio comunale. Una relazione che, una volta di più, sottolinea le drammatiche criticità strutturali del penitenziario fiorentino. Nel testo, alla luce dei sopralluoghi svolti, viene sottolineata “la carenza di docce all’interno delle celle” e anche laddove sono presenti “non sempre l’acqua calda è garantita”. E infatti, viene aggiunto, “igiene e pulizia sono rese ancora più complicate da una dotazione ridotta all’essenziale: una scopa e una paletta, un litro di detersivo al mese e cinque rotoli di carta igienica. Tutto il resto - stracci, spugne, sacchetti - sono a carico delle persone detenute”. E proprio su questo, il presidente della Commissione Edoardo Amato (Pd), ha ricordato con sconcerto di aver visto, durante una visita al carcere, “un detenuto che si è ritrovato a pulire il bagno della cella con la propria maglietta in mancanza di altro”.

Nel complesso, secondo la relazione, “l’edificio è fatiscente: le celle e le aree comuni presentano segni evidenti di degrado, con frequenti perdite d’acqua, malfunzionamenti nei bagni e impianti idraulici e fognari non funzionanti, oltre alla scarsità di acqua calda, soprattutto nei mesi invernali”. E poi: “Gli infissi e le facciate sono in condizioni critiche, i vetri dei corridoi sono rotti, la pioggia penetra nei reparti. Le infestazioni di cimici e parassiti nei materassi e nella biancheria e la presenza di muffe sui muri delle celle, segnalate da detenute e operatori, aggravano la situazione igienico-sanitaria”. Su un totale di 358 celle, sono ben 105 quelle che risultano non disponibili. Non va meglio per gli spazi comuni, “che in teoria dovrebbero ospitare attività teatrali, sportive o relazionali, ma sono largamente sottoutilizzati. Le aree comuni risultano inadeguate alla socializzazione e allo svolgimento di attività collettive. Sono spesso sporche, con la presenza di ratti, scarafaggi e odori nauseanti”. Nella relazione anche la testimonianza di alcuni reclusi: “Noi detenuti - dicono - ci ingegniamo a costruire attrezzi sportivi con bidoni, pezzi di legno, manici di scopa”.

Per quanto riguarda le attività lavorative dei carcerati, “al 31 dicembre 2023 si attestano al 31,5%, in lieve diminuzione rispetto al 33,3% registrato nell’aprile precedente. E nel 2024, la media di persone detenute lavoranti è pari al 28,4%”. Secondo i consiglieri che hanno visitato Sollicciano, “gli interventi ministeriali (come la manutenzione delle facciate, l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli infissi), non hanno inciso in modo significativo sulle condizioni di vita”.

Il presidente Amato ha proposto di “costruire una governance stabile attraverso la creazione di un tavolo permanente con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, dal ministero al comune, al fine di velocizzare la programmazione”. Inoltre, aggiunge “vorremmo creare una consulta delle associazioni che operano dentro Sollicciano”.