di Emiliano Benedetti
firenzetoday.it, 6 luglio 2025
Aveva gravi problemi psichiatrici e dietro le sbarre “non doveva stare”. Ancora un morto nel carcere fiorentino di Sollicciano. Eric Michael Rasbornig, 57 anni, di nazionalità austriaca. Era stato arrestato mercoledì 25 giugno nei pressi della stazione di Santa Maria Novella. Aveva passato la notte dentro un negozio della galleria commerciale e alcune commesse ce lo avevano trovato all’apertura, mezzo nascosto e mezzo nudo. Attimi di panico e paura, dopo che l’uomo aveva impugnato delle forbici trovate sul bancone e gliele aveva rivolte contro, per poi darsi alla fuga. Quindi l’arresto, l’udienza di convalida due giorni dopo, venerdì 27, ed il trasferimento nel penitenziario.
Sezione “transiti”, in isolamento, in attesa di capire dove potesse essere trasferita una persona che aveva mostrato evidenti problemi psichiatrici. Purtroppo, quella sezione è stata l’ultima ad averlo invece visto in vita. È stato trovato morto ieri, venerdì 4 luglio, intorno all’ora di pranzo. Al momento si parla di malore, tra le mura di una struttura che d’estate raggiunge temperature roventi e insopportabili. L’autopsia, già disposta dalla procura di Firenze, potrà nei prossimi giorni dirci qualcosa di più su quanto accaduto.
Sicuramente sappiamo che nei giorni precedenti quell’uomo, senza fissa dimora e che, a quanto pare, riusciva in qualche modo a fare la spola tra l’Austria e l’Italia, era stato identificato nei giorni precedenti in pieno centro storico, tra via Panzani e via Cerretani. Quasi completamente nudo, una di quelle occasioni in cui qualche passante si ferma a fare un video per postarlo sui social. Video che sarebbe ora stato rimosso.
Avvocato d’ufficio del 57enne, dopo l’arresto, era stata nominata l’avvocato Valentina Tinti, che aveva però poco dopo chiesto di essere sollevata dall’incarico per le vistose intemperanze dell’uomo e gli atteggiamenti aggressivi nei suoi confronti, come palesatesi anche durante l’udienza di convalida dell’arresto. Altri atteggiamenti che evidenziavano il grave disagio mentale della persona.
“Dietro le sbarre non criminali, ma quelli che non sappiamo dove mettere” - “Il carcere è pieno di persone malate, chi per disagi psichici, chi per tossicodipendenza conclamata. Dobbiamo dire le cose come stanno, dietro le sbarre non finiscono quasi mai i grandi criminali ma, in stragrande maggioranza, coloro che non sappiamo dove mettere quando sono fuori. Quest’uomo era in condizioni psicofisiche e di disagio mentale molto forti”, commenta Giancarlo Parissi, garante dei detenuti di Firenze.
“Non era lucido, chi l’ha incontrato racconta che non era in grado di tenere una conversazione. Una persona molto disturbata, non presente a se stessa. Le condizioni di reclusione a Sollicciano sono allucinanti, ancora di più se a sopportarle deve essere una persona con tali problematiche, per la quale dovevano essere pensate altre soluzioni e dove evidentemente non doveva stare”, le parole di Giuseppe Caputo di Altro Diritto, associazione che si occupa del rispetto dei diritti delle persone private della libertà.
Una conta che non finisce mai - È il quarto morto nel carcere fiorentino nel 2025. Un altro anno tragico, iniziato con il suicidio, il 3 gennaio, di un 25enne di nazionalità egiziana, impiccatosi pochi giorni prima del 26esimo compleanno, solo dieci giorni dopo il suicidio di un detenuto 28enne. Il 15 febbraio, sempre per impiccagione, si era tolto la vita un 39enne romeno. A metà marzo la triste conta dei morti si era aggiornata con un 34enne italiano, deceduto per overdose. Ieri, l’ultimo decesso.











