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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 15 ottobre 2022

Prima di impiccarsi, ha bloccato la serratura della cella con l’utilizzo di un pezzo di plastica. Proprio questo stratagemma non ha permesso l’intervento dei poliziotti penitenziari che potevano salvargli la vita.

Un altro detenuto si è tolto la vita nel carcere di Sollicciano. E’ successo ieri e il recluso è maghrebino. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, per voce del segretario regionale della Toscana Francesco Oliviero: “Un detenuto originario del Marocco di 29 anni ha deciso di togliersi la vita. Prima di impiccarsi, ha bloccato la serratura della cella con l’utilizzo di un pezzo di plastica. Proprio questo stratagemma non ha permesso l’intervento dei poliziotti penitenziari che potevano salvargli la vita. L’uomo era stato trasferito da pochi giorni dalla Casa Circondariale di Aosta per motivi di giustizia. Il 22 ottobre aveva il suo fine pena ma aveva un mandato di arresto europeo già deciso da eseguire dalla Corte di Appello”.

“Come sapete, abbiamo sempre detto che la morte di un detenuto è sempre una sconfitta per lo Stato - commenta amareggiato Donato Capece, segretario generale del Sappe - La via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere. Anche la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le autorità competenti non siano ancora state in grado di trovare una soluzione”.

Proprio nei giorni scorsi si era impiccato un altro detenuto marocchino, morto in ospedale dopo giorni di coma. A luglio un altro suicidio, quello dell’agente della questura che lo scorso 19 maggio, al parco delle Cascine poco distante dalla fermata della tramvia, aggredì un nordafricano per poi esplodere due colpi di pistola in aria. E’ stato trovato morto nella sua cella con un lenzuolo a una finestra. Nel settembre dell’anno scorso si era tolto la vita un detenuto 43enne di origini tunisine, ritrovato con la testa incastrata nella fessura usata per passare le vivande. Si tratta del 68esimo suicidio dall’inizio dell’anno, 25 in più rispetto allo stesso periodo del 2021.