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di Stefano Brogioni

La Nazione, 8 luglio 2024

Muffe, infiltrazioni d’acqua, carenze anche nelle cucine, zanzare e cimici che pungono i detenuti. L’Igiene pubblica aveva documentato la necessità di lavori, che ancora non oggi non sono completati. L’ufficio Igiene pubblica fa un sopralluogo, ogni anno, dentro il carcere di Sollicciano. In quello del 2023, effettuato il 5 luglio, si confermano le croniche “importanti problematiche igienico-manutentive” che fanno scrivere al dg della Asl, Paolo Morello, in una lettera al tribunale, che nel carcere servono “urgenti interventi specifici”. In effetti, quello che emerge dalla relazione - il cui contenuto è confluito in diversi provvedimenti del tribunale di Sorveglianza che hanno accolto le istanze dei detenuti che si lamentavano delle condizioni “inumane e degradanti” della struttura in cui sono stati reclusi - è scoraggiante.

Rilevate “evidenti tracce di infiltrazioni di acqua in mote zone a comune all’interno delle sezioni con conseguente distacco di intonaco” e, nei corridoi di accesso alle varie sezioni, “non è stata effettuata la sostituzione del vetro cemento, anche se già segnalata come necessaria”.

Al reparto accoglienza, al momento del sopralluogo, ci sono celle inagibili. Con le pareti e il soffitto annerito da un pregresso incendio, piastrelle del bagno mancanti, nidi di vespe alla finestra che ne impedivano l’apertura, pozze d’acqua sul pavimento causate dalle perdite del bagno, muffe ovunque.

Al ‘penale’ muffe nei locali doccia per lo scarso ricambio di aria, e umidità diffusa; al ‘giudiziario’ finestrature di vetro-cemento rotte in più punti, gli uccelli ai terrazzi attirati dagli avanzi di cibo lasciati dai detenuti (“possibili vettori di zecche”). Nelle celle zanzare e cimici schiacciate sui muri. Alcuni detenuti hanno mostrato i segni delle morsicature sui corpi.

“Infiltrazioni con distacco di intonaco dal soffitto” evidenziate anche nel locale della preparazione dei pasti, “carenze di carattere strutturale” presenti in prossimità dell’accesso all’approvvigionamento del vitto. In cucina “le cappe risultano prive di filtri, sono accatastati strumenti di lavoro e materiali in disuso e il soffitto presenta distacchi di intonaco nonostante la tinteggiatura non recente”.

Una seconda cucina, aperta nel 2020 (all’inaugurazione parteciparono anche i magistrati della Sorveglianza) chiusa perché già in ristrutturazione. “Le condizioni igienico sanitarie dei reparti visitati lasciavano effettivamente molto a desiderare - conclude il report - e, pur consapevole dell’endemicità del fenomeno, che ha molteplici causa, non ultima la conformazione strutturale ed edilizia del carcere che necessiterebbe di un vasto programma di ristrutturazione complessiva, si segnalava l’opportunità di interventi funzionali alla attenuazione del disagio e in particolare fornire detersivi necessari, il cambio frequente delle lenzuola solo nel periodo estivo evidenziano che nel ricambio del letto si è constatato anche essere intriso del sangue delle cimici”. A un anno di distanza, la situazione a Sollicciano è la stessa. Anzi, probabilmente peggio.