di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2024
È un elenco ormai importante quello dei reati per cui la polizia giudiziaria può arrestare l’indagato in flagranza “differita”. Dal 2 ottobre vi sono anche le lesioni al personale sanitario e sociosanitario, nonché ai loro ausiliari, e le condotte di danneggiamento contestualmente commesse. Nata poco più di vent’anni fa come misura straordinaria per contrastare la violenza negli stadi evitando i pericoli per l’ordine pubblico e l’incolumità generale derivanti da arresti effettuati in occasione delle manifestazioni sportive, il legislatore ne ha progressivamente esteso l’applicabilità a fenomeni criminali non sempre omogenei. Accanto a delitti per i quali valgono le stesse ragioni di ordine pubblico della violenza negli stadi, ce ne sono altri per i quali le esigenze cautelari potrebbero adeguatamente essere garantite senza prevedere deroghe alle regole ordinarie.
La flagranza differita è una limitazione della libertà personale disposta dalla polizia giudiziaria - su cui la magistratura svolge un controllo postumo di legittimità - che non colpisce chi è colto mentre commette il reato, oppure scappa o è sorpreso con tracce dalle quali appare che lo abbia commesso immediatamente prima. Il sospettato viene individuato dalle forze dell’ordine solo nelle successive 48 ore, sulla base di documentazione video-fotografica o di altra documentazione legittimamente ottenuta da dispositivi di comunicazione informatica o telematica.
La misura ha perso la sua natura eccezionale poco meno di un anno fa, quando è stata inserita nel Codice di procedura penale dalla legge 168/2023, per maltrattamenti in famiglia, stalking e violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Una scelta sintomatica della volontà del legislatore di aumentare la sfera di autonoma azione investigativa della polizia giudiziaria, visto che le consente di prendere un’iniziativa cautelare sulla base di una valutazione delle prove che, come regola, dovrebbe essere prerogativa della magistratura. Nel caso delle aggressioni al personale sanitario, inoltre, disvela la difficoltà concreta di garantire controllo del territorio e tutela tempestiva rispetto a fatti gravi.
Non si comprendono infatti le ragioni di ordine pubblico che - in concreto - dovrebbero impedire arresti in flagranza di reato in occasione delle aggressioni al personale sanitario, cioè situazioni nelle quali bisognerebbe invece auspicare che le forze dell’ordine intervengano proprio durante lo svolgimento dei fatti, identificando i responsabili e arrestandoli se ce ne sono i presupposti, a contemporanea tutela del personale medico e paramedico e del buon funzionamento del servizio.










